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Paolo Veronesi è un ex operaio 52-enne dell’acciaieria Aferpi di Piombino, dove ha lavorato per 20 anni: lo stabilimento siderurgico fu ceduto da Lucchini all’imprenditore algerino Issad Rebrab, il cui gruppo è stato messo in mora. Non essendo stata salvata l’azienda, dal 2014 inizia il calvario lavorativo di Paolo, intervistato da Myrta Merlino nel corso de L’Aria che Tira (La7): “Trentatré anni fa, come militare, fui mandato a Beirut all’epoca della famosa crisi dell’Achille Lauro. C’era uno scenario pauroso, perché c’era stata la guerra e la notte si sparava sempre. Ma non ho avuto mai paura del mio futuro e soprattutto di quello di mio figlio come oggi. Mio figlio ha 23 anni, fa l’università e gli dico sempre di finire di studiare e di andar via da questo Paese”. E aggiunge: “Per colpa di pochi bisogna pagare in milioni. Le bombe di Hiroshima e a Nagasaki hanno fatto meno danni di quelli creati dal signor Renzi a Piombino. Renzi ha fatto dei danni incommensurabili”. Merlino obietta che Renzi è solo il capro espiatorio, ma Paolo Veronesi ribatte: “Gli accordi di programma su Piombino li ha firmati Renzi. Ora ho un sussidio di 640 ‘euroni’. L’altro giorno ho visto che l’amico mio Matteino (Matteo Renzi, ndr) si è detto non favorevole al reddito di cittadinanza di 1000 euro al mese, proposto da Di Maio e dal M5s. Renzi ha detto che è contrario, perché non bisogna tenere la gente a casa senza fare niente. Lui invece mi tiene a casa senza fare niente e mi sta dando l’elemosina”. “La prossima volta che sente Di Maio gli chieda come pagherà il reddito di cittadinanza” commenta il consigliere economico di Palazzo Chigi, Luigi Marattin

L’articolo Acciaierie Pombino, ex operaio contro Renzi. La disperazione del lavoratore: “Mai avuto paura del futuro come ora” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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