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Roma, 26 nov. – (Adnkronos) – Prosegue ormai da oltre un decennio la contrazione dei consumi di acqua per uso domestico: da 206 litri per abitante al giorno del 2001 a 172 del 2012. Al contempo, si mantengono elevate (33,9%) le dispersioni idriche nelle reti comunali e ancora in 14 comuni si ricorre a misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua per uso civile domestico. Lo rileva il report dell’Istat “Eco management e servizi ambientali nelle città: rifiuti, acqua, energia” relativo all’anno 2012.

Il 7,8% dei capoluoghi, rileva lo studio, presenta consumi di acqua potabile superiore ai 200 litri per abitante al giorno (circa la metà dei capoluoghi rispetto al 2011); in quasi un comune su due i consumi sono compresi tra 150 e i 200 litri, mentre il 42% mostra consumi giornalieri inferiori ai 150 litri pro capite (erano il 35% nel 2011). Sono soprattutto nel Nord-ovest i 9 comuni con i consumi pro capite: Brescia, Pavia e Lodi, Torino e Milano, ma anche Massa, Chieti, Catanzaro e Catania. Anche a Roma i consumi d’acqua giornalieri si mantengono prossimi alla soglia dei 200 litri pro capite, mentre solo a Padova, Bari e Messina i consumi sono inferiori ai 150 litri giornalieri per abitante.

Nel 2012, per il complesso dei capoluoghi, la dispersione dal momento dell’immissione in rete, al momento in cui l’acqua raggiunge l’utente finale è pari al 33,9%. In media, dei 403 litri per abitante immessi giornalmente nella rete di distribuzione dei capoluoghi, se ne riescono ad erogare circa 267. In più dell’80% dei comuni la dispersione di rete è superiore al 20%.

Le dispersioni di rete declinate a livello di area geografica mostrano situazioni estremamente diversificate: al Nord sono solo 5 i comuni dove le dispersioni superano il 40%, al Centro la soglia si supera in 8 capoluoghi, mentre nel Mezzogiorno questo si verifica nel 47% dei capoluoghi. All’opposto, capoluoghi con performance particolarmente efficienti (dispersioni d’acqua pari o inferiori al 15%) sono Milano, Monza, Pavia, Lodi, Cremona e Trento al Nord, Macerata al Centro e Trapani nel Mezzogiorno.

Tra i grandi comuni, oltre alla buona infrastruttura di Milano, anche a Genova, Bologna, Venezia e Verona la distribuzione dell’acqua è efficiente con perdite di rete comprese tra il 20 e il 30%, inferiori al valore medio, mentre le peggiori performances si riscontrano a Catania e Cagliari (con dispersioni intorno al 58%). Nel 2012, 14 comuni dichiarano di ricorrere a misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua per uso civile domestico. Rispetto al 2011 a Latina, Chieti e a Palermo, Enna e Ragusa non si è dovuto ricorrere a forme di riduzione o sospensione della fornitura di acqua, mentre il disservizio ha interessato nel 2012 Ascoli Piceno, Rieti e Cosenza (non coinvolti nel 2011).

Progressivamente migliorata risulta la disponibilità di acqua ad Agrigento che è passata da 365 giorni di sospensione (nel 2011) a 179, mentre un dato particolarmente critico appare quello di Caltanissetta dove la fornitura idrica viene interamente sospesa per 180 giorni l’anno e ridotta per i restanti 186, durante i quali l’acqua è erogata solo per alcune ore al giorno. Ulteriori criticità si rilevano in tre capoluoghi sardi (Iglesias, Lanusei e Tempio Pausania) e a Messina, estese a tutto il territorio comunale, ma con limitazioni nella fornitura dell’acqua contenute ad alcuni periodi dell’anno; inoltre a Frosinone, Reggio Calabria e Sassari dove, su parte del territorio comunale, per accumulare acqua nei serbatoi e fare fronte alla richiesta di acqua nelle ore di maggiore consumo, per tutto il 2012 si è reso necessario sospendere la fornitura di acqua principalmente nelle ore notturne.


pubblicato da Libero Quotidiano

Acqua, Istat: italiani attenti al consumo, passano da 206 lt al giorno a 172

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