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La Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 23 anni di carcere per Alexander Boettcher, il 32enne imputato per una serie di aggressioni con l’acido. I giudici hanno anche deciso la trasmissione in Procura di un verbale dell’ex amante di Martina Levato per un eventuale nuova inchiesta a carico del giovane per concorso nel tentativo di evirazione di Antonio Margarito come raccontato in un’udienza dalla donna.

L’imputato era stato condannato a 23 anni in primo e il sostituto pg di Milano Maria Grazia Omboni aveva chiesto la conferma della sentenza del Tribunale. Boettcher è accusato di associazione a delinquere e lesioni gravissime per una serie di aggressioni con l’acido: proprio l’accusa aveva chiesto la trasmissione in Procura del verbale delle dichiarazioni rese  dalla Levato, anche lei condannata per i blitz.
Il pg – sulla base delle dichiarazioni rese due mesi fa nel processo da Martina che aveva detto che Alex la spinse ad aggredire Margarito – ha chiesto che a carico di Boettcher parta un nuovo procedimento per questo fatto “in concorso” con la giovane. Questo episodio non era contestato come fatto specifico al broker ma rientrava nell’associazione a delinquere. Per il pg, poi, i risarcimenti di Boettcher alle vittime, effettuati fuori dal processo, sono sì “un elemento nuovo” ma non influiscono sulla pena.

Lo scorso 10 maggio, su richiesta del pg, Levato era stata ascoltata davanti alla seconda sezione della Corte d’Appello e aveva raccontato, come fa da tempo dopo una prima fase di difesa dell’ex amante, che il “piano perverso” delle aggressioni con l’acido, ma anche il tentativo di evirazione di Margarito, che risale al 2014 come gli altri blitz, “proveniva” dalla “mente” di Boettcher. Il pg nel suo intervento, iniziato nelle scorse udienze, ha fatto notare che Martina, condannata già a 20 anni in appello per tutti i blitz, “non era vittima e succube di Boettcher come ha voluto presentarsi, ma entrambi hanno agito in modo determinato”. Le sue dichiarazioni in aula, però, ha spiegato il magistrato, hanno confermato gli elementi probatori che hanno portato alla condanna di Alex a 23 anni in primo grado. Boettcher, tra l’altro, è già stato condannato a 14 anni in appello (attesa la Cassazione) per l’aggressione con l’acido a Pietro Barbini che venne sfigurato il 28 dicembre 2014, quando i due giovani vennero arrestati (poi venne preso il presunto basista Andrea Magnani). Il pg ha chiarito che per Boettcher era una “perversa ossessione” colpire, assieme alla ragazza, i giovani che avevano avuto rapporti fugaci con lei, come anche Giuliano Carparelli, che schivò un lancio di acido.

 

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