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Adesso, per Alfano e i suoi le cose si fanno imbarazzanti. E difficili. Berlusconi lo aveva detto il giorno dopo l’annuncio della scissione, quando Angelino e i suoi decisero di non aderire a Forza Italia fondando invece il Nuovo centrodetra: Alfano resterà col cerino in mano. E ora che si alza il velo sul maxiemendamento alla Legge di stabilità, è difficile non definire così la posizione dell’ex delfino del Cavaliere. Il reddito minimo è infatti un provvedimento che di più sinistra non si può, qualcosa di assolutamente lontano dai desiderata di un elettorato di centrodestra. Una misura che fa parte del programma con cui il Movimento 5 Stelle si presentò alle elezioni dello scorso febbraio, tanto per dire della distanza. Che poi il fondo al quale attingere per varare quel reddito minimo venga costituito andando a pescare i soldi anche nel prelievo forzoso del 5% (definito “di solidarietà”) sulle pensioni a partire dai 90mila euro annui, è una cosa che fa vedere i sorci verdi a chi abbia votato centrodestra e si riconosca nei valori del liberalismo e del libero mercato. Una cosa da comunisti, degna di Nichi Vendola, al quale evidentemente il governo che scricchiola dopo l’addio di Forza Italia sta già strizzando l’occhio. E a poco vale che il fondo ammonti a una quarantina di milioni l’anno per tre anni (2014-206). E’ il principio, che è di sinistra. E Alfano che farà? Voterà la fiducia, accodandosi al suo predecessore (in quanto defino e poi “traditore” del Cav) Gianfranco Fini, che pur di andare contro Berlusconi passò nel giro di qualche anno da Alleanza nazionale ad alleato del Pd? O manderà tutto all’aria? Non solo: appare ormai sempre più evidente che dopo l’8 dicembre il governo sarà prono al volere di Matteo Renzi, che con la segreteria Pd in mano sarà l’azionista di maggioranza del governo. Il capo di Letta. Lo sarà anche di Angelino? sembra di sì, visto che la reazione all’uscita di Forza Italia dal governo è stata la seguente: “Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il paese al voto, per di   più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza di Berlusconi”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Alfano fregato: se vota la fiducia è come Vendola

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