1 Antifascismo, M5s: “Legge Pd liberticida”. Renzi: “No, quello era il fascismo”. Destre in rivolta, Salvini: “Via legge Mancino” | Notizie italiane in tempo reale!
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La legge che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista è “liberticida“. Lo sostengono i deputati M5s che in commissione alla Camera bocciano così la proposta di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd). Il provvedimento sarà in Aula da oggi a Montecitorio. Al M5s risponde Matteo Renzi: “Liberticida era il fascismo non la legge sull’apologia di fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la Storia!”. Una polemica che si accende mentre a Chioggia la Digos è dovuta intervenire in uno stabilimento balneare dove tutto era “colorato” – diciamo così – con simbologie e parole d’ordine mussoliniane e alcuni giorni dopo la festa per il ritorno in serie A del Verona, durante la quale un organizzatore ha detto al microfono che tutto questo è stato possibile grazie “ad Adolf Hitler” e i tifosi hanno risposto cantando che “è una squadra fatta a svastica, l’allena Rudolf Hess” (irriducibile gerarca nazista).

Ma questa legge non piace soprattutto alle destre. A partire dalla Lega Nord che il fondatore Umberto Bossi un tempo aveva ancorato a più riprese all’antifascismo. Ora il partito è cambiato e il segretario del Carroccio Matteo Salvini va oltre. “Nel 2017 non ha senso il reato di opinione – dice il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini – Un conto sono le minacce, gli insulti o l’istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare. Le idee non si processano, via la legge Mancino“.

La legge Mancino e la proposta Fiano
La legge Mancino – che è vigente dal 1993 – sanziona i comportamenti legati all’ideologica nazifascista che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o altri ancora. Cosa prevede invece la proposta di legge del Pd? Prevede l’introduzione nel codice penale dell’articolo 293 bis per punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”. La pena prevista è tra 6 mesi e 2 anni. Come spiegano alcuni parlamentari democratici, insomma: basta saluto romano, gadget nostalgici e varia merce delle stessa categoria. “Con aggravante se tutto questo viene attuato attraverso strumenti telematici o informatici” quindi attraverso il web. Quindi un passo in più: la sanzione non stacca solo quando c’è discriminazione, ma anche quando si propagandano simboli, immagini, contenuti propri dell’ideologica nazifascista.

Cosa ancora diversa è l’apologia del fascismo prevista dalla legge Scelba del 1952 e punisce chi “promuove ed organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Il M5s: “Punite anche condotte soltanto elogiative”
Secondo i Cinquestelle il testo riduce la libertà perché, spiegano i parlamentari in un parere scritto depositato in commissione, vengono punite “anche condotte meramente elogiative o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime o di quello nazionalsocialista tedesco”. E invece, sostengono i Cinquestelle, “la Cassazione ha confermato che l’idoneità lesiva della condotta viene in rilievo solo in quanto realizzata nel corso di pubbliche riunioni o manifestazioni, non anche in un ambito privato e ciò ha correttamente determinato, ad esempio sulla punibilità ‘saluto romano’, pronunciamenti da parte dei giudici di merito con sentenze di senso diverso a seconda dei casi, senza arbitrari automatismi“. Dopo le polemiche di queste ore il M5s non torna sul merito, ma si limita a sottolineare che “l’antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese. Un principio che non può mai essere dimenticato né messo in discussione, rispetto al quale non è neppure ipotizzabile un passo indietro. Gli attacchi odierni nei nostri confronti che provengono dal Pd sono puramente strumentali. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione principi fondanti della nostra storia e della nostra identità”.

Renzi: “La Storia si può ignorare ma non riscrivere”
Renzi risponde: “Non sono d’accordo su questa legge. Rispettiamo le opinioni altrui. Ma hanno scritto che questa legge è liberticida“. “Amici, intendiamoci bene – continua il segretario del Pd – Liberticida era il fascismo, non la leggi sull’apologia del fascismo. Liberticida era il fascismo, ripetiamolo, fa bene. Perché le parole sono importanti. Si può non conoscere la geografia. Ma non si può ignorare la storia. Non si può riscriverla. Ognuno voti come gli pare. Ma liberticida era il fascismo e sarà bene dirlo ad alta voce tutti insieme”.

“Liberticida” era il fascismo non la legge sull’apologia di fascismo. Bisogna dirlo al #M5S: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 10 luglio 2017

L’ex capo del governo ricorda che il testo in discussione è firmato da Emanuele Fiano, che “sa bene che cosa significa il fascismo, lo conosce sulla sua pelle. E sulla pelle di suo padre, Nedo, sopravvissuto ai campi di sterminio, con il numero ancora tatuato sul braccio“. Nedo Fiano oggi ha 92 anni e nei decenni scorsi è stato uno dei più noti testimoni dell’orrore dei lager nazisti, dove fu deportato dalle Ss. Nei campi di sterminio ha perso i genitori, i nonni, gli zii, i cugini, anche un fratello Enzo, di 10 anni più grande, deportato con la giovane sposa e un bambino di 18 mesi. Per oltre 40 anni Fiano ha girato le scuole di tutta Italia per raccontare la sua esperienza personale.

Caro @beppe_grillo il fascismo fu una dittatura terribile. Liberticidi sono quelli che oggi lo elogiano, non quelli che lo combattono.

— Arturo Scotto (@Arturo_Scotto) 10 luglio 2017

Fiano: “Matteotti diceva che non è un’idea ma un crimine”
“La mia storia personale c’entra, mio padre Nedo fu portato dalle Ss ad Auschwitz” dice Fiano in un’intervista a Repubblica.  “A me rimane per sempre la frase che disse Giacomo Matteotti: qui non si tratta di reati di opinione perché il fascismo non è un’idea, è un crimine“. Per il deputato Pd “c’è oggi una sorta di benaltrismo, per cui si dice che i problemi sono la mancanza di lavoro, di pensione, di futuro. E allora perché occuparsi di vecchie cose. Ma è il contrario, perché la crisi economica e la questione dei migranti sono il terreno di coltura per le idee neo fasciste e di estrema destra e razziste”. Oltre a punire, secondo Fiano, è necessario “educare. Se a scuola fossero mostrate le foto dei torturati di via Tasso, dei morti inceneriti di Auschwitz, dei civili trucidati a Marzabotto, forse alcuni giovani capirebbero la terribile menzogna in cui sono stati attratti”.

Destre scatenate. Fdi: “Nel Pd sono rimasti comunisti”
Nel merito, intanto, la pensano come i Cinquestelle anche le destre. Fratelli d’Italia – che prosegue la tradizione di Alleanza Nazionale – sostiene con il capogruppo a Montecitorio Fabio Rampelli che è “strabiliante” che “il Pd alzi la canizza sulla pericolossima minaccia” proprio alla vigilia dell’uscita del libro di Renzi. La minaccia, aggiunge Rampelli, “non è il terrorismo islamico, non è l’immigrazione: è il fascismo”. Per Rampelli è un “unico reato d’opinione perché si potrà impunemente inneggiare a Stalin e a Osama Bin Laden. La verità è che taluni personaggi del Pd restano profondamente illiberali, faziosi e comunisti dentro”. “Perché non introdurre in legge Fiano anche apologia comunismo? – aggiunge su Twitter il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta – Storia va letta a 360 gradi, non in unica direzione”. A prescindere dalla proposta di legge Fiano, una risposta è nella lettura della Costituzione, firmata dal presidente dell’Assemblea costituente Umberto Terracini, che comunista lo era per davvero.

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