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“Il terrorista è arrivato nel nostro paese grazie alla cosiddetta ‘Diversity Visa Lottery Program‘, una bellezza di Chuck Schumer. Li voglio in base al merito”. Donald Trump torna così sull’attacco compiuto ieri sera a New York da Sayfullo Saipov, 29enne di nazionalità uzbeca. “Stiamo combattendo duramente per un’immigrazione basata sul merito, basta sistemi di lotteria dei democratici. Dobbiamo diventare molto più severi (e intelligenti)”, ha scritto il capo della Casa Bianca in un altro tweet. Nella notte italiana, il presidente americano aveva annunciato, sullo stesso social network: “Ho appena ordinato alla Sicurezza interna di rafforzare il nostro Extreme Vetting Program (programma di verifica estrema, ndr). Essere politicamente corretti va bene, ma non per questo!”.

La prima replica a Trump arriva da Bill de Blasio: “L’attacco a New York non va politicizzato – ha affermato il sindaco di New York in un’intervista alla Cnn – l’ultima cosa che il presidente o chiunque dovrebbe fare è politicizzare questa tragedia”. Al primo cittadino della Grande Mela fa eco il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: “Non è il momento di fare politica, non è il momento di fomentare l’odio“, l’attentatore è un “lupo solitario” che si è “radicalizzato” negli Stati Uniti. Ora, ha detto ancora Cuomo, “faremo il possibile per assicurare la sicurezza della maratona” di New York, in calendario domenica 5 novembre.

Il Chuck Schumer finito nel mirino del presidente Usa è il leader della minoranza democratica al Senato, ritenuto la mente del programma che da circa vent’anni in nome della diversità offre ogni anno, in una sorta di lotteria, un numero limitato di visti per immigrare in modo permanente negli Usa. “Coloro che presentano richiesta per il Diversity Visa sono inizialmente scelti attraverso un sorteggio casuale generato da un computer, e devono in seguito dimostrare di possedere un titolo di studio di scuola superiore o un suo equivalente, oppure due anni di esperienza lavorativa negli ultimi cinque anni, in una occupazione che richieda almeno due anni di training o di esperienza”, spiega il sito dell’ambasciata americana in Italia.

L’inchiesta sull’attacco prosegue. I media Usa riferiscono che Saipov è stato interrogato in ospedale, dove è ricoverato dopo un intervento chirurgico: secondo indiscrezioni, si è mostrato abbastanza “collaborativo”. Sul suo computer è stato ritrovato “materiale legato all’Isis“. L’Fbia ha perquisito al casa del killer. Si tratta di un appartamento con due camere da letto dove viveva con la moglie e due figli, a Paterson, New Jersey, cittadina con una grande comunità musulmana e una moschea che era già finita nel mirino della polizia. Saipov ha vissuto per un breve periodo in Ohio, dove ha sposato una ragazza uzbeka. Saipov avrebbe vissuto a Cincinnati nelle settimane seguenti al suo arrivo negli Stati Uniti e in Ohio avrebbe anche ricevuto la licenza per guidare camion. Secondo indiscrezioni, il killer si sarebbe poi trasferito in Florida, a Tampa, e più di recente in New Jersey. E’ fra questi due ultimi stati che si sarebbe diviso negli ultimi mesi. Saipov è poi divenuto autista per Uber: la società spiega che il killer ha superato tutti i controlli e ha lavorato per l’app di auto con conducente per 6 mesi, effettuando 1.400 corse.

Le indagini sull’attacco si ampliano all’Uzbekistan, paese di origine del killer. Secondo quanto riporta il Washington Post, gli investigatori uzbeki stanno raccogliendo materiale e intelligence sulle fazioni militanti nel paese per aiutare gli americani a completare il profilo del killer. L’Uzbekistan si è detto pronto a collaborare: il presidente uzbeko, Shavkat Mirziyoyev, ha fatto l’offerta d’aiuto in una lettera di condoglianze all’omologo americano, Donald Trump, in cui ha condannato come “estremamente brutale” l’attentato sottolineando che non esiste giustificazione per questo tipo di violenza. “Dal nostro lato, siamo pronti a usare tutto il nostro potere e le nostre risorse per collaborare con le indagini su questo atto terroristico”, ha affermato Mirziyoyev nella lettera, pubblicata sul sito web del ministero degli Esteri del Paese ex sovietico a maggioranza musulmana.

Il ministero dell’Interno uzbeko ha riferito che indagini sono in corso sulla cittadinanza dell’assalitore. La polizia americana non lo ha identificato pubblicamente, ma una fonte vicina alle indagini ha affermato si tratti di Sayfullo Saipov, 29 anni. Se sarà confermato che l’uomo sia uzbeko, si tratterà del quarto attacco in cui sono state uccise delle persone condotto da un cittadino del Paese o di una persona di etnia uzbeka. A Capodanno, un uomo uzbeko aveva fatto irruzione in una discoteca di Istanbul, uccidendo 29 persone. Secondo i media, l’uomo sarebbe immigrato negli Usa nel 2010 e avrebbe vissuto in Florida. Ad aprile, un uomo di origine uzbeka nato in Kyrgyzstan aveva causato un’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo, uccidendo almeno 14 persone. Nello stesso mese, un altro uzbeko aveva travolto con un camion la folla a Stoccolma, causando quattro decessi. Tutti questi attacchi sono stati rivendicati dallo Stato islamico.

L’articolo Attentato New York, Trump: “Killer in Usa con lotteria della green card, ora basta”. De Blasio: “Non politicizzare la tragedia” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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