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Da quando scrivo per questo sito ho più volte citato una delle questioni più eclatanti e irrisolte, il caso Avastin-Lucentis due farmaci oculistici prodotti dalla Novartis/Roche.

Questi i fatti.

L’Antitrust ha inflitto una multa per accordo di cartello alla Novartis-Roche, l’Organizzazione mondiale della sanità non ha inserito il Lucentis fra i farmaci indispensabili per la degenerazione maculare senile visto che c’è già Avastin, un farmaco ugualmente efficace, ma molto meno costoso.

La ministra della Salute Beatrice Lorenzin nomina nel Consiglio superiore della Sanità l’inventore delle due molecole, Napoleone Ferrara, che potrebbe, se volesse, spiegarci e farci risparmiare qualche centinaia di milioni di euro all’anno.

Tutto tace ma io non mollo.

All’inizio del 2017 si è scoperto come in Grecia, proprio la Novartis, sia sotto la lente degli investigatori con l’accusa di aver distribuito maxitangenti per “pompare” le vendite di un antidiabetico: quattromila fra medici, politici e manager sono citati.

Non occorrerà, visto la sordità del ministro più volte chiamata in causa (ma sempre rimasta silente), una indagine accurata che ponga la parola “fine” al caso Avastin-Lucentis?

Uno studio pubblicato a gennaio ci dice che, su un totale di 10 euro, due vengono regolarmente sprecati. Il trend sarebbe confermato in Italia dalla Fondazione Gimbe, secondo la quale nel nostro paese verrebbero erosi 11 miliardi l’anno, a cui andrebbero sommati i 13 miliardi dissipati a causa di frodi e abusi.

Speriamo che venga presto sostituito il ministro “ombra” della Salute, che si cominci a controllare meglio per risparmiare di più in modo, ad esempio, da aggiornare più frequentemente i Livelli essenziali di assistenza (Lea) per la salute dei cittadini italiani.

L’articolo Avastin-Lucentis, io non mollo e continuo a chiedere: ministra Lorenzin, a che punto è? proviene da Il Fatto Quotidiano.

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