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“Non esiste nessun allarme Seu. Il panico delle ultime ore è assolutamente ingiustificato”. Il direttore della Asl Bari, Vito Montanaro, cerca di spegnere gli allarmismi degli ultimi giorni scaturiti prima dalla morte per una infezione intestinale da escherichia coli di una bambina di 18 mesi ricoverata al Giovanni XXIII, poi dal ricovero di altri due bambini – ora fuori pericolo – ai quali è stata diagnosticata la stessa infezione.

“Tanto per cominciare – precisa Montanaro – i numeri sono troppo bassi per poter parlare di una epidemia. Si tratta di tre casi diagnosticati in più di un mese. Lo scorso anno nello stesso periodo le cifre erano decisamente più alte“. Dopo il decesso della bimba di Altamura di 18 mesi – avvenuto domenica scorsa – è seguito il ricovero di un altro bambino, anche lui altamurano, affetto dalla stessa infezione, la sindrome emolitico uremica, una malattia rara che provoca problemi intestinali. Il bimbo ora sta bene: ha parzialmente recuperato la funzionalità del rene.

Sono arrivati, intanto,  i risultati dei campioni sul gelato conservato in frigorifero dalla famiglia di Altamura e acquistato da una gelateria del comune della Murgia: nessuna traccia del batterio, che avrebbe provocato la Seu nei due bambini, è stata trovata nei campioni prelevati dai tecnici della Asl e dai carabinieri del Nas di Bari. Così come negativi sono i risultati sull’acqua delle tubature a servizio del comune. Sta meglio anche il terzo bambino di 18 mesi di Fasano, in provincia di Brindisi, trasportato dall’ospedale di Monopoli al Giovanni XXIII.

“Abbiamo deciso di estendere a tutta la Puglia – racconta il direttore – le linee guida già emanate per i punti di pronto soccorso della Asl barese: quelle stesse linee guida che hanno spinto i responsabili del pronto soccorso di Monopoli a trasferire immediatamente il piccolo paziente al pediatrico del capoluogo, forse salvandogli la vita. Intanto invitiamo tutti a seguire le norme – igienico sanitarie sempre valide: lavarsi le mani molto spesso, evitare il consumo di carne cruda e di latte non pastorizzato“.

Nonostante le rassicurazioni, gli accessi ai Pronto soccorso per semplici dissenterie crescono. “Vorrei ricordare a tutti i genitori – assicura Montanaro – che all’inizio dell’estate sono molto diffusi casi di dissenterie tra i bambini. Invito pertanto tutti a mantenere la calma: l’infezione in questione prevede sempre tracce di sangue nelle feci. Diversamente si tratta di falso allarme“. “Occorre precisare inoltre – conclude – che non esiste un vaccino contro la Seu. La corsa al vaccino antimeningococco B va benissimo, ma non ha alcuna attinenza con la sindrome emolitico uremica”.

In linea con Montanaro anche Nicola Laforgia, presidente della sezione pugliese della Società italiana di Pediatria e primario di neonatologia del Policlinico di Bari: “Non ci sono al momento ragioni per parlare di allarme Seu. Dobbiamo però tenere alta l’attenzione sulle norme igienico sanitarie nei riguardi dei più piccoli, maggiormente esposti alle infezioni. Consiglio sempre di affidarsi ai pediatri che hanno il compito di individuare prontamente gli eventuali segnali di allarme”. Prosegue intanto l’inchiesta della Procura di Bari sul decesso della piccola: il fascicolo di inchiesta è coordinato dalla pm Grazia Errede che lunedì 12 conferirà l’incarico per l’autopsia e per tutti gli accertamenti irripetibili a Francesco Introna, medico legale del Policlinico di Bari.

di Rosanna Volpe

 

L’articolo Bari, bimba morta di Seu. La Asl: “Panico ingiustificato, non esiste alcun allarme. Nel 2016 le cifre erano molto più alte” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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