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È nata da pochi mesi una nuova realtà editoriale indipendente. Si chiama Bat edizioni (Books and travels edizioni), e si è prefissata lo scopo di raccontare storie che svelino aspetti caratteristici di culture e Paesi di tutto il mondo, attraverso la penna di autori italiani e stranieri. I primi due titoli usciti, I vagabondi dell’anima, di Pier Bonifacio e Korowai, dello scrittore peruviano Gerónimo Bardo (traduzione di Margerita Papiri) sono testi diversissimi sia per quanto concerne l’ambientazione, sia per lo sviluppo del plot.

 

I vagabondi dell’anima

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Se quello del regista e pittore genovese Bonifacio è un romanzo legato in qualche modo alla propria esperienza diretta in Turchia, esperienza che nelle pagine del libro sono affidate ad Hasan, che dopo 30 anni passati a Milano decide di tornare a Istanbul, alla disperata ricerca del suo primo amore e troverà una città cambiata, nella quale gli scontri generazionali e culturali (in primis con il figlio, partito sulle sue tracce), saranno inevitabili e necessari, lo sviluppo narrativo dell’opera prima del peruviano Bardo ha tutt’altro ritmo.

Korowai

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Korowai è un’accurata immersione nei riti e nelle credenze dei popoli che abitano le foreste della Papua Nuova Guinea (soltanto Nuova Guinea ai tempi in cui è ambientata la storia: la fine degli anni Sessanta). Tra demoni che si impossessano di corpi di moribondi, che per tradizione devono essere mangiati dagli altri abitanti della tribù, defunti mummificati, scorci di natura atavica, inseguimenti, allucinazioni, disertori americani della guerra in Vietnam, città di frontiera abitate da trafficanti e guerriglieri, Bardo mette insieme una storia originale e affascinante, che deve molto alla ricerca antropologica, ai libri di avventura e alla narrativa statunitense, penso soprattutto a Ellroy e Winslow.

Un buon inizio per questa nuova casa editrice, che ha il merito, attraverso il suo sito, di cercare un contatto diretto con lettori e viaggiatori, proponendo itinerari letterari e consigliando libri, di altri editori, incentrati sul viaggio e sulle città. Rubriche aperte a tutti, costruite per ricevere contributi e animare sempre più quella che, nell’intento della redazione, vuole essere una comunità di nomadi che amano leggere e conoscere.

Rimanendo sul fronte viaggi vorrei segnalare un altro testo: Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone, di Cees Nooteboom (traduzione di Laura Pignatti, Iperborea), una raccolta variegata dei testi più rappresentativi che il noto autore olandese ha dedicato al Paese asiatico. Si tratta di un percorso lungo oltre 40 anni, dai vagabondaggi per la futuristica Tokyo alle riflessioni sulle opere di Kawabata e Mishima, dai tratteggi sulle diversità, incolmabili tra oriente e occidente, alla visita alle antiche città imperiali di Nara e Kyoto, dalle riflessioni sul buddhismo ai significati del teatro kabuki.

Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone

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Ne viene fuori un mosaico personale ma al contempo collettivo, un puzzle di storie, aneddoti, curiosità ed emozioni che riesce, una volta completato, a mettere in luce moltissimi aspetti comuni, ma soprattutto sconosciuti, del Giappone e della sua cultura.

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