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Verranno presto assegnati a 17 Comuni casertani oltre 100 confiscati alla criminalità organizzata per un valore di circa 20 milioni di euro. Tra essi una maxi-azienda agricola simbolo una volta del potere economico-criminale dei Casalesi e le ville di boss come Nicola Schiavone e Antonio Iovine. E’ quanto emerso oggi nella conferenza dei servizi convocata nella Prefettura di Caserta cui hanno preso parte il prefetto Raffaele Ruberto, il responsabile dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Confiscati Ennio Mario Sodano, ed i sindaci dei Comuni casertani dove sono ubicati i beni da assegnare. “Nei prossimi giorni – ha detto Sodano – dopo che i Comuni mi faranno pervenire le loro delibere, firmerò i decreto di assegnazione dei beni, per lo più appartamenti, che potranno essere riutilizzati a fini sociali, come prescrive la legge”. In totale sono 113 i beni, tutti accatastati e liberati; “molti sindaci – ha aggiunto Sodano – ci hanno chiesto se i beni confiscati e da assegnare erano anche liberati da eventuali occupanti. E ovvio che prima di riassegnarli noi provvediamo a liberarli con l’aiuto, se serve, delle forze dell’ordine”. I beni sono ubicati in 17 Comuni del Casertano, tra cui quelli a più alta densità camorristica, come Casal di Principe (tre beni), Casapesenna (3), San Cipriano d’Aversa (2), Trentola Ducenta (14), Cancello e Arnone (4), Villa Literno (3), Castel Volturno, Comune quest’ultimo tra i più estesi della Campania in cui vi è il maggior numero di beni confiscati e non assegnati né utilizzati.

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