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In molti Paesi, nonostante mode ed evoluzioni, la variante di carrozzeria station wagon resta un elemento importante per la riuscita di un modello: certamente lo è in Italia e in Europa, dove la variante Touring della “freschissima” Serie 5 è divenuta realtà. Le dimensioni restano invariate rispetto alla berlina, con lunghezza comunque imponente – 4,94 metri – che si sposa al meglio con la ricerca BMW per linee tese, particolarmente equilibrate e dinamiche, in sintonia con la sua filosofia costruttiva. La missione è certamente riuscita: l’auto spicca per armonia, eleganza e dinamismo, suggerendo l’ambita dimensione di lusso della marca con un look vistoso ma non eccessivo.

Touring sì, ma pratica. La grande wagon bavarese segna punti favorevoli sotto il profilo della versatilità d’impiego, notevole nonostante l’attenzione maniacale alla linea filante. Il portellone posteriore adotta un lunotto inclinato, ma la cubatura del vano di carico è quella che ci aspetta con ingombri di questa portata: il volume utile, racchiuso da finiture di alto livello, spazia da 570 a 1700 litri. Comodi, inoltre, l’apertura automatizzata del portellone stesso (anche con movimento del piede) e la presenza del lunotto anch’esso apribile in maniera indipendente. Non è indispensabile, ma visto che c’è si finisce per usarlo.

Lo spazio a bordo è sostanzialmente quello della berlina e garantisce una libertà di movimento di alto profilo su entrambe le file di sedili. Dietro, come spesso accade, in realtà l’accoglienza è ideale per due, anche perché il divano è frazionato in tre elementi indipendenti (40:20:40) ed il centrale risulta meno confortevole. Davanti, la sistemazione per il conducente è “sontuosa”, tanto più con i sedili a regolazione elettrica con registro aggiuntivo per variare anche profondità della seduta e inclinazione della parte alta dello schienale. Si guida tendenzialmente un po’ distesi, piuttosto in basso, ma in realtà ogni postura è perfettamente adattabile.

L’arredo, come molto altro della vettura, è influenzato dalla notevole personalizzazione offerta dalla Casa, sia per numero di allestimenti sia per quantità e qualità delle opzioni; l’ambiente è in ogni caso ricercato e accogliente, di impronta moderna e “tecnologica”. A centro plancia spicca il nuovo schermo a sfioramento, 10,2” comandabile anche con il consueto controllo a manopola di fianco alla leva del cambio. I comandi gestuali, disponibili, richiedono tuttavia una certa assuefazione per l’uso corretto e in definitiva paiono un po’ acerbi, nonostante siano indicati da molte fonti come il futuro dell’interfaccia uomo-automobile. Comodo invece il proiettore supplementare di informazioni sul parabrezza (head-up display), ulteriormente ingrandito ed arricchito.

Come per il “vestito” di interni e carrozzeria, anche la guida della Serie 5 Touring è adattabile alle esigenze o… al portafogli del cliente, spaziando da quella “semplicemente” confortevole e discretamente dinamica a quella improntata alla forte caratura sportiva. Di serie ci sono sospensioni posteriori autolivellanti ed un buon corredo di ausili alla guida, ma per completezza d’insieme sono pressoché irrinunciabili le sospensioni adattive, complete di modalità automatica che varia durezza dell’assetto in funzione di ritmo di guida e impegno in curva, così come il pacchetto Driving Assistant Plus. Che comprende regolatore di velocità adattivo con intervento semiautomatico sulla sterzata per mantenere traiettorie precise senza distrazioni, in special modo lungo le corsie delle strade a scorrimento veloce.

Tra le svariate motorizzazioni, le diesel saranno preponderanti: ideale per “souplesse”, piacere di guida e prestazioni il tre litri da 265/249 cv della 530d, ma il più diffuso sarà il quattro cilindri due litri da 190 cv. Comunque apprezzabile, agevolato anche dal peso inferiore dell’auto (circa 100 kg) rispetto al modello precedente: scatto e riprese sono più che vivaci, con una dinamica di marcia in ogni caso al passo col “rango” premium della Serie 5. Con scatto da 0 a 100 km orari sotto gli otto secondi con il pregevole cambio automatico a otto marce, insieme ad una punta massima di 225 km/h. Senza scordare una guida precisa e vivace tra le curve ed un comfort acustico molto curato anche alle andature più elevate, possibili sulle autostrade tedesche.

BMW 520d Touring – LA SCHEDA

Il modello: l’attesa giardinetta Touring completa la gamma della rinnovata Serie 5 a poca distanza dal lancio della berlina. Le dimensioni restano invariate per quanto riguarda la lunghezza, comunque prossima ai cinque metri; in coda spicca il portellone con apertura elettrificata standard e presenza di lunotto ad apertura indipendente. La cubatura del vano di carico spazia da 570 a 1700 litri.

Dimensioni: lunghezza 4,94 metri, larghezza 1,87, altezza 1,50 metri

Motore: diesel 2.0, quattro cilindri in linea; potenza max 190 cv a 4000 giri, coppia max 400 Nm a 1750-2500 giri; cambio automatico a otto rapporti; trazione posteriore.

Consumi omologati nel ciclo misto: 4,3-4,9 l/100 km secondo allestimento

Emissioni di CO2: 119 g/km di anidride carbonica

Prezzo: Da 53.350 a 64.420 euro. Allestimenti Business, Sport, Luxury, MSport

Ci piace: Il design è particolarmente riuscito, integrando al meglio le esigenze di praticità del retrotreno con portellone alla linea dinamica e “plastica” del modello. Vano di carico leggermente ingrandito rispetto al modello precedente, guida dinamica e particolarmente raffinata. Notevole il supporto alla sicurezza combinando tutti gli ausili attivi a disposizione.

Non ci piace: la Touring migliore sarebbe quella allestita su misura, attingendo dalla fitta lista di opzioni, il che però si traduce in un prezzo finale anche molto diverso da quello della classica Business disponibile nelle flotte aziendali. Sterzo preciso ma un po’ troppo filtrato sul piano della sensibilità.

L’articolo Bmw Serie 5 Touring, la prova de Il Fatto.it – La familiare di lusso che si comanda coi gesti – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.

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