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Caro direttore, Le scrivo dalla mia carrozza con tiro a quattro cavalli bianchi. Ho solo una preoccupazione: che il suo Giordano Tedoldi creda anche a questa panzana. Mi riferisco in particolare all’articolo su «Libero» di ieri «L’auto blu mi serve per trovare parcheggio». Ho davvero pronunciato quella frase a «Mix24», intervistato da Giovanni Minoli, per fare un paradosso, dire un’assurdità e nello stesso tempo richiamare un luogo comune, evitando di appesantire la trasmissione con riferimenti a problemi di sicurezza su percorsi prevedibili. In quel caso avrei dovuto dilungarmi spiegando che in passato ho rifiutato misure più severe e costose. 

Nella stessa logica, un attimo prima avevo affermato che il ministero aveva la macchina ma non la benzina e anche su altre domande avevo risposto in modo leggero, inevitabilmente, dal mio punto di vista, nell’economia di una trasmissione di 31 minuti con 35 domande. Chi ha ascoltato la trasmissione non ha avuto dubbi sul mio tono scherzoso. Non sono arrogante né ingenuo, sono un servitore dello Stato che non appartiene a nessuna forza politica, chiamato a svolgere compiti per i quali ha maturato una certa esperienza. Il mio stipendio annuo lordo di presidente di Sezione del Consiglio di Stato è effettivamente di 243 mila euro. Non l’ho mai nascosto, la mia dichiarazione dei redditi è su internet nel sito del ministero. Quindi «La Repubblica» non mi ha «fatto le pulci», ha solo pubblicato un dato che io stesso ho autorizzato il Consiglio di Stato a comunicare. 

Non è vero che cumulo due stipendi e al netto non guadagno più di un parlamentare: la legge mi concede la possibilità di mantenere il mio trattamento base perché non sono in aspettativa per motivi personali o familiari, ma fuori ruolo per svolgere un importante incarico nello Stato rinunciando a ogni altro compenso. Tornando alla questione del parcheggio, poiché mi sono accorto da un’agenzia che la mia frase, estrapolata dal contesto, poteva essere equivocata, ho subito chiarito tramite l’«Ansa» che si trattava di un voluto nonsenso e che l’auto svolge vari servizi nel Dipartimento, essendo l’unica a disposizione dei miei Uffici. Scopro purtroppo che l’Ansa non giunge al suo giornale; del resto, come detto, anche al ministero a volte non arriva la benzina. 

Poiché le auto blu rappresentano per gli italiani il simbolo assoluto dello spreco e del privilegio, sono favorevole a che si decidano una volta per tutte gli interventi necessari, avendo ben presenti gli interessi in gioco, trovando misure alternative per la sicurezza senza demagogia e attacchi personali. Altre cose avrei da scriverle, caro direttore, ma ho trovato da parcheggiare la mia carrozza vicino via Veneto – anche questa è una facezia ovviamente: sabato e domenica non la uso! A malincuore perciò la devo salutare.

di Antonio Catricalà
Vice Ministro dello Sviluppo economico


pubblicato da Libero Quotidiano

Catricalà: Auto blu e parcheggio? Era solo una battuta per scherzare in radio

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