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“Non ho alcuna voglia di iscrivermi a nessuna delle sue correnti interne perché il Partito democratico non è il mio né il nostro destino”. Nichi Vendola apre così il Congresso nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà a Riccione. “Loro sono il nostro interlocutore, ma non la nostra resa. Noi non ci sciogliamo fin quando non nascerà il cantiere di una nuova sinistra che guarda al futuro”. 

“La fine della diversità berlingueriana ha aperto le porte all’ascesa della normalità berlusconiana, e qui siamo. E il veleno è entrato anche in casa nostra, nel nostro campo”. Lo afferma Nichi Vendola dal palco del congresso di Sel a Riccione. “Di fronte alla sua sconfitta epocale la sinistra ha cercato una vittoria in forma di riscatto elettorale e non in forma della sua missione”, spiega. Nel nostro Paese la ricchezza è tornata a significare ‘virtù e innocenza’, la povertà ‘vizio e colpa’, il Sud Italia è diventato il grande rimosso degli ultimi quattro lustri di storia patria, il razzismo viene difeso in quanto libertà di pensiero, il femminismo è diventato un problema penale e non antropologico, culturale. Così si abolisce il conflitto, si circoscrive la competenza della democrazia”. Lo dice il leader Sel, Nichi Vendola, aprendo i lavori del secondo congresso del partito, a Riccione, aggiungendo: “La fine della diversità berlingueriana ha schiuso le porte all’irresistibile ascesa della normalità berusconiana, e il veleno è entrato anche in casa nostra. Spesso le idee e le pratiche alternative si sono alterate e corrotte, diventando invocazioni giustizialiste o fondamentalismo ricco di urla ma povero di pensieri”. Molto critico anche nei confronti di  Beppe Grillo: “Come sappiamo gli uomini della provvidenza, i comici dilettanti, ma anche quelli professionisti, non sono la soluzione del problema ma l’esclusione del problema”. 

Si svolge al Pala congressi di Riccione, il secondo congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. All’interno della struttura romagnola, fino a domenica, si alterneranno gli interventi dei delegati, di esponenti di forze politiche del centrosinistra e del mondo dell’associazionismo e del sindacato. Accolti, tra modernità e tradizione, dai simboli storici della sinistra e da uno sguardo rivolto al futuro a segnare ‘La strada giustà, scelto come slogan dell’assise. Così, nella sala principale del palazzo, convivono un drappo con l’immagine di Che Guevara e la bandiera della Pace, un’area bimbi con le seggioline colorate e le matite per disegnare, la storica foto de ‘Il Manifestò con il neonato a pugno chiuso e la scritta ‘la rivoluzione non russà e il green village con le novità in fatto di economia verde. Sui tavoli, davanti alla sala grande con le poltrone rosse della Frau, i tavoli di ‘Libera’ e de ‘L’Unità, la libreria con in bella mostra ‘Forza lavoro’ del leader della Fiom, Maurizio Landini, i testi di Adriano Olivetti e quelli di Nelson Mandela. Parteciperanno al congresso, aperto dall’intervento del segretario, Nichi Vendola, 900 delegati di cui il 47% donne, in rappresentanza dei 34.300 iscritti di Sel. Tra gli iscritti il 40% è costituito da donne, gli “under 40″ rappresentano il 55% degli aderenti a Sel.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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