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Si respira una brutta aria, di profonda intolleranza. Il linguaggio della politica è separativo e violento, gli esempi non occorre farli, li conosciamo tutti.

Questa visione “noi contro loro” permea la vita quotidiana. “Ingresso libero senza velo”, scrive un negoziante di Arezzo sulla vetrina. Viene subito voglia di metterselo. Un gruppo di ragazzi di un’associazione ha deciso di andare a chiedere il perché del cartello . Un amico più grande invita mia figlio ad andare a vedere il motomondiale a Misano e una cara amica mi dice: “Ma come, lo mandi con uno di destra ? E poi Rossi è un evasore fiscale”.

Faccio un lavoro di consulenza psicologica in un’azienda e non qualcuno mi dice che “non dovrei”, divento automaticamente un servo del grande capitale.

Michele Serra scrisse una volta che, a furia di applicare filtri politicamente corretti anche per scegliere i luoghi delle vacanze, si sarebbe potuti andare solo in paesi democratici di sinistra, ecologici e animalisti in cui le etichette dicono tutto, giungendo, alla fine, in tristissimi e piovosi paesini del nord della Scandinavia.

Martin Luther King ha scritto: “Anziché umiliare l’oppositore, bisogna cercare di ottenere la sua comprensione e la sua amicizia. Ci si deve opporre al male, non a chi lo compie. La motivazione centrale deve essere di amore e di comprensione”. E’ la lezione gandhiana. Accusare queste idee di cadere nell’utopismo, mi sembra veramente miope, visto che, per esempio, Gandhi ha insegnato alla massa lo strumento della disobbedienza civile che ha portato l’India all’indipendenza; Martin Luther King ha operato instancabilmente affinché fosse abbattuto nella realtà americana degli anni ’50 e ’60 ogni sorta di pregiudizio etnico predicando l’ottimismo creativo dell’amore. Entrambi sono stati testimoni della resistenza non violenza.

Per questo, a mio parere, i vaffa day non vanno da nessuna parte. Confrontarsi, fedeli a se stessi, richiede più coraggio, più fermezza nelle proprie opinioni e credenze, più capacità di argomentare della contrapposizione personalizzata.

Con mia grande sorpresa sono stato invitato in una trasmissione di radio Padania Libera per due o tre volte, a dare la mia opinione da psicologo su diversi argomenti. Sono stato intervistato con intelligenza e gentilezza, ma quando mi sono dichiarato a favore dei matrimoni gay non mi hanno più chiamato. Naturalmente hanno esercitato un loro pieno diritto.

Ricordo che il senatore comunista Antonio Pesenti, insegnante di Economia politica a Pisa, ci invitava a scrivere di economia sui giornali di ogni orientamento e colore in modo da far passare le idee con intelligenza.

Andrei a parlare davanti a una platea di iscritti a Casa Pound? Sì, da antifascista. “Homo sum, humani nihil mihi alienum puto”: sono un uomo, nulla di ciò che è umano mi è alieno. Figurarsi le persone. Se c’è da lottare, si lotta. E non si sta zitti. Ma si parla con tutti.

L’articolo Contro l’intolleranza parliamo con tutti mantenendo la nostra identità proviene da Il Fatto Quotidiano.

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