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Definisce il fenomeno, regola la rimozione dei contenuti offensivi dal web, stabilisce l’intervento del garante della privacy e, soprattutto, introduce una misura di ammonimento nel caso di reati commessi da minorenni ma con età superiore ai 14 anni. A due anni dall’approvazione del Senato, la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la legge sul cyberbullismo,  con un voto all’unanimità.

Stop alle aggressioni in rete, dunque, specialmente quando ad esserne vittime sono i minori. La nuova legge definisce come bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata sul web contro minori. Definito come cyberbullismo è anche diffondere contenuti online per isolare il minore tramite un attacco o un abuso.

Con la nuova norma, dunque, le vittime con almeno 14 anni, o i genitori, potranno chiedere di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete al gestore del sito web o ai social network. Se In caso di mancata cancellazione 48 ore, l’interessato può ricorrere al garante della privacy. In questo senso il presidente dell’authority Antonello Soro sottolinea il carattere “preventivo e riparatorio” del testo. La norma introduce anche una misura di ammonimento nel caso di reati commessi da minorenni ma con età superiore ai 14 anni: il questore convoca il ragazzo insieme ai genitori e lo ammonisce per la sua condotta. Nuovi compiti anche per le scuole: in ogni istituto sarà individuato un referente tra i professori per le iniziative contro il cyberbullismo, ed il preside dovrà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico.

“Il nostro Paese si è dotato di una legge che prevede delle misure concrete per prevenire e affrontare un fenomeno che coinvolge un numero sempre maggiore di ragazzi in Italia. Ora è importante che questo provvedimento venga subito messo in pratica coinvolgendo tutti gli attori interessati, per contrastare immediatamente un fenomeno che si fa ogni giorno più preoccupante”, commenta Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia-Europa Save the Children.

“È una bella giornata per il Parlamento. Abbiamo mantenuto una promessa, dando uno strumento utile a chi deve aiutare i nostri fogli a proteggersi”, sostiene la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli assicura l’impegno del suo dicastero per l’attuazione della legge che, sottolinea, fa prevenzione “a partire dalla scuola, luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.

A seguire le votazioni con la senatrice Pd Elena Ferrara, autrice della legge a Palazzo Madama, c’era anche il Paolo Picchio, papà di Carolina, soddisfatto per l’approvazione della norma che, spiega, non rende giustizia a sua figlia “ma dà vita a quello lei ha lasciato scritto, ai motivi che l’hanno spinta a fare quello che ha fatto. E cioè che le parole fanno più male delle botte”. Carolina Picchio è considerata la prima vittima di cyberbullismo in Italia, suicidatasi a 14 anni nel gennaio 2013.  La ragazza di Novara aveva subito una violenza sessuale da parte del “branco“: il video di quella violenza venne poi postato sui social network. La ragazza divenne oggetto di insulti e scherno sul web. E decise di suicidarsi.

L’articolo Cyberbullismo, la Camera approva la legge in via definitiva. Save the Children: “Utilizzarla subito. Fenomeno in crescita” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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