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I dati non definitivi contenuti negli allegati tecnici al disegno di legge di bilancio 2018, analizzati dall’Osservatorio MIL€X sulle spese militari italiane, mostrano che spese per le forze armate continuano a crescere, in particolare le spese in nuovi armamenti. Il budget previsionale del Ministero della Difesa aumenta del 3,4% passando dai 20,3 miliardi del 2017 ai quasi 21 miliardi del 2018. Nel dettaglio: 6,2 miliardi per la funzione sicurezza (Carabinieri), 13,9 miliardi per la funzione difesa (9,7 miliardi per il personale di Esercito, Marina e Aeronautica, 1,5 miliardi per l’Esercizio e 2,8 miliardi per gli investimenti in armamenti e infrastrutture), 341 milioni per l’ausiliaria e oltre 100 milioni per le funzioni esterne (1/4 per i voli di Stato).

Aggiungendo a questa cifra le altre voci di spesa militare calcolate dall’Osservatorio MIL€X (i 3,5 miliardi di stanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico per l’acquisizione di nuovi armamenti, i circa 1,3 miliardi di costo delle missioni militari all’estero sostenute dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, gli oltre 2 miliardi del costo del personale militare a riposo a carico dell’Inps e gli oltre 600 milioni dei costi delle basi USA e dei contributi al budget NATO) e sottraendo invece i costi non militari (i 3 miliardi per i Carabinieri in funzione di polizia e ordine pubblico e 448 milioni per i Carabinieri in funzione di guardia forestale), la spesa militare italiana complessiva aumenta del 4% passando dai 24,1 miliardi del 2017 agli oltre 25 miliardi del 2018, pari all’1,42% del PIL previsionale (nel 2017 la percentuale era l’1,40).

L’aumento più sostanzioso (+15% rispetto al 2017, pari a 800 milioni) riguarda la spesa per nuovi armamenti, che nel 2018 passerà da 5,3 a 6,1 miliardi sommando gli stanziamenti della Difesa (2,6 miliardi contro i 2 miliardi del 2017) e quelli del Mise (3,5 miliardi contro il 3,4 del 2017).

Di conseguenza, secondo i calcoli dell’Osservatorio MIL€X nel 2018 la tripartizione effettiva della spesa militare (personale, esercizio e investimenti, che secondo la riforma Di Paola dovrebbe tendere al 50%-25%-25%) sarà 57% per il personale, 13% per l’esercizio e 30% per gli investimenti in armamenti e infrastrutture.

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