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Ancora un record negativo della disoccupazione in Italia: i senza lavoro a settembre sono quasi 3,2 milioni, in crescita dello 0,1 % rispetto allo stesso mese del 2012. Un record che diventa drammatico se si considerano i giovani. I dati dell’Istat sono impietosi nel fotografare la condizione di ragazzi e ragazze che non riescono a trovare un lavoro. A settembre il tasso di disoccupazione nella fascita d’età 15-24 anni è arrivato al 40,4% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e +4,4 punti nel confronto tendenziale). Una percentuale che cresce anche rispetto al mese precedente sia per la componente maschile (+0,2%) sia per quella femminile (+1,8%). 

Gli occupati – Sul versante opposto, quelli che un impiego ce l’hanno, sono diminuti. L’Istat rileva che a settembre 2013 gli occupati sono 22 milioni 349 mila, in diminuzione dello 0,4% rispetto al mese precedente (-80 mila) e del 2,1% su base annua (-490 mila). Il numero di individui inattivi tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente (+71 mila unità) ma rimane sostanzialmente invariato rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti su base annua. Rispetto al mese precedente l’occupazione diminuisce sia per la componente maschile (-0,2%) sia per quella femminile (-0,6%). Anche in termini tendenziali la disoccupazione diminuisce sia per gli uomini (-2,4%) sia per le donne (-1,8%). Il tasso di occupazione maschile, pari al 64,4%, diminuisce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,7 punti su base annua. Quello femminile, pari al 46,5%, diminuisce di 0,3 punti in termini congiunturali e di 0,7 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima.

Cala l’inflazione – A ottobre 2013 si conferma la frenata dell’inflazione con un l’indice nazionale dei prezzi al consumo che – secondo le stime preliminari dell’Istat – registra una diminuzione dello 0,3% sul mese precedente mentre scende allo 0,7% la crescita su base annua, in rallentamento rispetto alla dinamica rilevata a settembre (+0,9%). Il rallentamento dell’inflazione – spiega l’Istat – è in gran parte imputabile alle componenti più volatili, come i beni energetici e gli alimentari freschi: escludendo questi, la   crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo (la cosiddetta inflazione di fondo) resta stazionaria all’1,2%. Su base annua l’Istat  registra significativi rallentamenti per Beni energetici (-1,3%), Alimentari non lavorati (-0,8%), Servizi relativi alle comunicazioni(-4,4%).


pubblicato da Libero Quotidiano

Disoccupazione record dal '77: il 12,5% non ha un lavoro

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