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“Abbiamo delineato in modo netto l’immagine della donna che si confronta con le associazioni malavitose. Da una parte ci troviamo di fronte a donne che sono veri e propri manager della criminalità organizzata,che dirigono interi settori del mercato criminale. Ci sono poi quelle donne che hanno preso le distanze dai loro uomini. Sono donne coraggiose che hanno avuto la forza di staccarsi da un mondo fuorilegge e crudele. E donne come Ilde Terracciano e Carmela Sermino che hanno subito le conseguenze terribili della camorra ma che hanno avuto il coraggio di reagire, di denunciare e risorgere dalle proprie sofferenze con maggiore forza e con la consapevolezza che il loro agire è un arma pacifica e potente contro la stessa camorra che invece, le avrebbe voluto vittime”. Lo spiega Angela Losciale, presidente dell’associazione ‘La Fenice vulcanica’, che insieme con l’altra associazione ‘Ti Ascolto’ e il Comune di Boscotrecase (Napoli), ha promosso il convegno ‘Donne e camorra’. Moderati da Francesca Ghidini, giornalista Rai, sono intervenuti il sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto, Stefania Castaldi, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Nola, Vincenzo Gioia, primo dirigente del commissariato di Polizia di Torre Annunziata, Antonella Formicola, criminologa, Beatrice Federico Pastore, vedova di camorra, Ilde Terracciano, autrice del libro ‘Scappa a piedi nudi’. Letture a cura di Pio Luigi Piscicelli, musiche di Rosanna Ardizio. “Ci sono inoltre – aggiunge Angela Losciale – donne che dedicano la loro vita spesso mettendola a repentaglio,agendo attraverso la legge e attraverso la denuncia continua come il procuratore Stefania Castaldi, la giornalista Francesca Ghidini e la dottoressa Antonella Formicola. Abbiamo, quindi conosciuto due mondi contrapposti e due modi di intendere e di vedere le questioni di camorra. Da un lato le donne di camorra, mogli e sempre più spesso vedove dei boss che insegnano ai loro figli la sopraffazione , a cui si contrappongono le donne, le mogli, le compagne, le vedove le madri e le sorelle delle vittime innocenti della criminalità che insegnano ai giovani ad amare ed avere speranza. Noi della società civile siamo fieri ed orgogliosi di quest’ultime, increduli ed indignati nei confronti nelle prime”. “E’ stato possibile avere questo momento di riflessione e soprattutto di approfondimento anche grazie grazie alla presenza di persone speciali quali il dottor Vincenzo Gioia che come dirigente del commissariato di polizia di Torre Annunziata svolge la sua attività sul campo in modo eccelso e coraggioso e che è sempre disponibile con noi sopratutto collaborando con le attività del nostro centro anti violenza e tutela dei diritti “Ti Ascolto’ ed il sindaco dottor Pietro Carotenuto e tutta l’amministrazione comunale che supportano sempre con grande entusiasmo le nostre iniziative”, conclude la presidente dell’associazione ‘La Fenice vulcanica’.

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