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La tornata elettorale è stata una delusione, ma la premier Theresa May ha già annunciato di andare avanti con un nuovo governo. E il risultato azzoppato dei Tories fa cadere le teste dei capi dello staff di Downing street: Fiona Hill e Nick Timothy hanno rassegnato le dimissioni dopo le pressioni ricevute dal partito conservatore. Secondo la Bbc, i Tories hanno lanciato un vero e proprio ultimatum alla May, prima del voto di fiducia di lunedì. Ai due consiglieri infatti si attribuisce la scelta del voto anticipato, voluto dalla premier per consolidare la propria maggioranza prima di condurre le trattative per la Brexit. Una decisione politica che ha avuto l’effetto opposto: molti dei saggi laburisti sono passati al partito Labour, e i separatisti dell’Ukip sono stati azzerati.

“La ragione della nostra delusione non è il mancato sostegno a Theresa May e ai conservatori – si legge in una lettera pubblicata sul sito dei Tory -, bensì l’inaspettato aumento del seguito verso i laburisti”. “Si possono fare tutte le speculazioni del mondo su questo, ma la semplice verità è che: la Gran Bretagna è un Paese diviso. Molti sono stanchi dell’austerità, molti restano arrabbiati o frustrati per la Brexit e molti giovani sentono di non avere le opportunità che hanno avuto i loro genitori“. Nick Timothy, il primo a rassegnare la dimissioni, già nella serata di venerdì ha dichiarato di assumersi “la responsabilità della campagna elettorale, che è stata un errore rispetto al nostro programma”. Ventiquattr’ore dopo, è arrivato anche il passo indietro di Fiona Hill. Ma sulla decisione dei due funzionari è intervenuto il partito laburista, che in un tweet di Tom Watson, numero due dell’opposizione, ha dichiarato che “l’unica responsabile della sconfitta è Theresa May“.

The adviser takes the fall but Theresa May is the one responsible for her own defeat. https://t.co/BgydrCHJB9

— Tom Watson (@tom_watson) 10 giugno 2017

La premier, poi, continua a essere nel mirino della stampa e dell’opinione pubblica. Centinaia di persone si sono riunite davanti al Parlamento britannico per protestare, in modo pacifico, contro il suo governo e contro la coalizione di minoranza con gli unionisti nordirlandesi. La campagna è partita sui social, su iniziativa di elettori laburisti con gli hashtag #NotMyPrimeMinister, #NoMandate e #Notmygovernment. Critica la stampa britannica che sulla vittoria azzoppata dei Tories attacca i conservatori in modo trasversale: “Dalla ubris all’umiliazione”, titola il Guardian; “May aggrappata al potere” è l’apertura dell’Independent. Per il Times poi la “May è affacciata sull’abisso”, mentre per il Telegraph “Lotta per rimanere premier”. Il tabloid Sun fa un gioco di parole con la parola ‘chips’, che in inglese significa ‘patatine fritte’ ma indica anche le fiches al gioco. “La May ha giocato le sue carte”, suona il titolo accompagnato dalla ormai famigerata foto della premier che mangia patatine fritte da un cartoccio durante la campagna elettorale.

L’articolo Elezioni Gran Bretagna, si dimettono i capi dello staff di Theresa May. Proteste davanti al Parlamento proviene da Il Fatto Quotidiano.

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