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Seggi aperti in Francia per il primo turno delle elezioni legislative, che termineranno con il ballottaggio del 18 giugno. A mezzogiorno l’affluenza è del 19,24%, in calo rispetto al 2012, quando alla stessa ora del primo turno era del 21,06%. Nel 2007 era stato del 22,6% e nel 2002 del 19,7%. Oltre 47 milioni di francesi sono chiamati alle urne per decidere come sarà composta la nuova Assemblea nazionale, formata da 557 deputati, dopo che alla presidenza è stato eletto Emmanuel Macron. Il suo obiettivo è ottenere la maggioranza assoluta (289 seggi) con il suo partito La République En Marche, in modo che il governo sia solido e che le leggi passino senza difficoltà. Di fatto, i sondaggi prevedono un trionfo per il movimento del presidente Emmanuel Macron, la Republique en Marche (Rem): secondo le ultime rilevazioni, potrebbe conquistare tra i 397 ed i 427 seggi su un totale dei 577 seggi. A controllare la sicurezza delle elezioni oltre 50mila poliziotti e gendarmi, oltre ai militari dell’operazione antiterrorismo Sentinelle, dispositivo simile a quello delle presidenziali. Il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, ha dato ordine di garantire presenza visibile e costante delle forze dell’ordine, con capacità “permanente” di intervento.

Primo turno e ballottaggio: come funzionano le elezioni – I circa 67mila seggi aprono alle 8 e chiudono alle 20 nelle grandi città, alle 18 nelle altre località. Il voto avviene nei 557 collegi uninominali e maggioritari, con il sistema del doppio turno. In ogni collegio vince un solo candidato (sono in tutto 7.877): vince al primo turno se raggiunge il 50% più uno dei voti, quando abbia votato almeno il 25% degli iscritti alle liste elettorali; vince al secondo turno, altrimenti, tra tutti i candidati che al primo turno hanno ottenuto almeno il 12,5% delle preferenze degli iscritti alle liste. Quindi l’affluenza alle urne è decisiva. Il primo turno nelle 11 circoscrizioni all’estero è stato già celebrato nello scorso fine settimana: in dieci di esse si è imposto il partito del presidente Macron. Tuttavia, nessuno dei candidati è stato eletto al primo turno a causa della bassa affluenza con un’astensione registrata all’80,9%, quindi dovranno tenersi i ballottaggi.

I candidati – Sono 7.882, molti di più rispetto al 2012, meno del record registrato nel 2002. Una media di 14 candidati a seggio, considerando che quelli in palio sono 577. Caratteristica di questi candidati è l’età relativamente più bassa rispetto al passato, 48,5 anni rispetto ai 50 del 2012 e dei 51 del 2007, anche se a voler andare ancora più indietro, gli aspiranti parlamentari erano ancora più giovani: 48 anni nel 2002 e 42 nel 2007. A guardare i singoli partiti l’età media è di 54 anni per i comunisti, l’estrema sinistra o la France Insoumise, 47 anni per il FN e 46 per La République en Marche.

Il 19,35% dell’esercito di candidati appartiene alla categoria socioprofessionale dei “quadri dell’amministrazione pubblica e delle professioni intellettuali ed artistiche”. Il 14% (1.102 candidati) è quadro in un’impresa, il 13,60% pensionato e il 9% è libero professionista. Pochi gli operai (1,75%), gli agricoltori (1,38%), gli artigiani (1,1%). Tra i mestieri più frequenti, i professori delle scuole superiori, dirigente di impresa, funzionario. Ci sono anche 267 studenti, più degli ingegneri o degli avvocati.

Solo 461 candidati si presentano con l’etichetta La République en marche (LRM). Il Movimento di Emmanuel Macron ha lasciato 76 collegi al MoDem e 40 liberi, come ad esempio il primo, nell’Essonne, dove La République en Marche ha rinunciato a presentare un candidato contro Manuel Valls. Ci sono 27 candidati che aspirano a rappresentare il Maghreb e l’Africa occidentale per l’estrema destra (FN, Debout la France e Front des patriotes républicains), la destra (LR), centro (UDI), sinistra (socialisti, radicali, comunisti, France insoumise) ecologisti. All’opposto nella circoscrizione di Wallis-et-Futuna i candidati che si affronteranno saranno tre, il numero più basso registrato.
Quanto alla parità di genere solo due partiti hanno presentato più donne che uomini: il Partito radicale di sinistra e LRM. FN e il MoDem rispettano più o meno la parità, a differenza de La France insoumise (47% di donne) del Partito socialista (44 %) e dei Républicains (39%).

L’articolo Elezioni legislative in Francia, primo turno: Macron favorito nei sondaggi. Alle 12 affluenza in calo rispetto al 2012 proviene da Il Fatto Quotidiano.

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