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“Meglio votare il prima possibile“, dicono alcuni. “A questo punto si vada a elezioni a scadenza naturale“, rispondono altri. All’indomani dello stop all’accordo sulla legge elettorale, che sembra far sfumare la prospettiva di un rapido scioglimento delle camere, abbiamo ascoltato le opinioni dei cittadini in strada sulla più opportuna exit strategy da questa accidentata legislatura. C’è chi ammonisce: “Facciano presto, una campagna elettorale lunga un anno non ha senso”. E chi argomenta: “La cosa importante non è quando si vota, ma che dalle prossime elezioni esca un vincitore certo in grado di governare il paese”. “Per cambiare c’è una sola strada: votare”, taglia corto qualcuno. “No, è ancora possibile trovare un accordo con calma per una buona legge elettorale”, spiegano altre voci. Nel frattempo, ricorda uno dei cittadini interpellati, ci sarebbe un paese da governare, leggi importanti da approvare e “Gentiloni non sta facendo male”. E voi che ne pensate? Ridare la parola agli elettori rimane la priorità, previa l’armonizzazione delle leggi elettorali vigenti, o è più opportuno, nel contesto attuale, portare a termine la legislatura? di Piero Ricca, riprese e montaggio Alessandro Sarcinelli

 

 

L’articolo Elezioni, meglio in autunno o in primavera? “Il rischio che non vinca nessuno è nel nostro dna”. Vox di Ricca proviene da Il Fatto Quotidiano.

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