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La XVIII legislatura sarà quella con l’età media più bassa (44 anni alla Camera, 52 al Senato) e la percentuale di deputate più alta della storia con un 34,62 per cento (10 anni fa erano la metà) Un rinnovamento anche nei volti, dato che circa il 65 per cento dei parlamentari sono cambiati rispetto alla legislatura precedente. E’ l’identikit del nuovo Parlamento tracciata dall’osservatorio civico OpenPolis nel rapporto Tre poli contrapposti. Un’analisi della composizione delle due Camere all’avvio della nuova legislatura che rileva come da una parte il 35% dei deputati non ha mai avuto un incarico politico, né al livello locale, né a quello nazionale ed europeo, mentre dall’altra alcuni deputati e senatori siedono in Parlamento da decenni. Il record a Montecitorio è di Elio Vito (Forza Italia), che inizierà a breve la sua ottava legislatura. In cima al podio di Palazzo Madama Emma Bonino. Per lei sarà la nona legislatura, mentre sarà la decima per Pier Ferdinando Casini, in Parlamento da 35 anni.

L’età media
La tornata del 4 marzo ha eletto il più giovane Parlamento della storia repubblicana. Sia alla Camera che al Senato si registrano valori record. Se a Montecitorio, infatti, già nella XVII legislatura l’età media si era abbassata di circa 5 anni, nel nuovo Parlamento il dato scenderà ancora di più, fino ad arrivare a 44 anni di media o poco più. La contrazione è particolarmente significativa se la si confronta con il trend delle ultime legislature. Rispetto alla XV (dal 2006 al 2008) in cui era stata eletta la Camera con l’età media più alta, la media si è abbassata del 13,58 per cento. Tornata record anche per il Senato: l’età media a Palazzo Madama sarà di poco superiore ai 52 anni, abbassando di oltre due anni il dato della scorsa legislatura. Anche in questo caso è significativo il cambiamento rispetto alla XV legislatura, dato che tra il 2006 e il 2008 gli eletti al Senato avevano in media 57 anni. Nel 2018 il dato è sceso di quasi il 9 per cento.

Le donne
La XVIII legislatura sarà segnata anche dalla percentuale più alta di donne elette nella storia repubblicana, sia alla Camera che al Senato. Questo nonostante le polemiche dei giorni scorsi sul fatto che il Parlamento sia ancora lontano dalla parità di rappresentanza uomo-donna. La scorsa legislatura aveva già fatto segnare un’impennata di quote rosa, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Alla Camera l’aumento era stato del 50 per cento, passando dal 20,4 della XVI legislatura al 30,7. Con la nuova legislatura la percentuale è destinata a crescere ancora, arrivando al 34,62 per cento. Un cambiamento graduale, ma che fa riflettere se lo si paragona ad anni meno recenti. Basti pensare, ad esempio, che solamente 10 anni fa, nella XV legislatura, le donne erano la metà (ossia il 17,2). Pure a Palazzo Madama i numeri sono record. Rispetto al 28,4 per cento di senatrici della XVII legislatura, nella XVIII passeremo al 34,7, segnando un aumento del 22 per cento. Il trend negli ultimi anni ha portato a quasi raddoppiare la percentuale di donne, considerando che nel periodo 2006-2008 il dato era fermo al 13,4.

Ricambio, al top c’è la Lega
Un altro dato significativo è quello relativo alla percentuale di neoeletti che non hanno fatto parte della scorsa legislatura che è al 65,91 per cento alla Camera e al 64,26 al Senato. Dalla seconda legislatura a oggi è il valore più alto mai registrato. Una vera e propria rivoluzione, in realtà già in atto da qualche anno: è evidente quanto la XVII e la XVIII legislatura abbiano contribuito a variare gli equilibri parlamentari del nostro Paese. “Questo dato – spiega Openpolis – è spinto in alto soprattutto dal successo elettorale del Movimento 5 stelle e della Lega. I due partiti hanno fortemente aumentato il loro numero di rappresentanti in Parlamento grazie all’elezione di una percentuale elevata di deputati e senatori che non facevano parte della scorsa legislatura”.

Mentre Pd e Liberi e uguali hanno una percentuale di ricambio parlamentare tra il 20 e il 30 per cento, tutte le forze politiche di centrodestra, come anche il Movimento 5 stelle, superano il 60. Il dato più alto in entrambi i rami è stato fatto registrare dalla Lega, 87 per cento alla Camera e 83 al Senato. È importante sottolineare che questo è dovuto soprattutto alla crescita nei numeri del partito guidato da Matteo Salvini, che dal 4 per cento delle Politiche 2013 è passato al 17 del 2018. Discorso analogo per i Cinquestelle che fanno segnare la terza percentuale più elevata di ricambio parlamentare alla Camera e la seconda al Senato.

Le carriere dei parlamentari
Quanti deputati e senatori della XVIII legislatura sono al primo incarico politico? “Alla Camera il 35 per cento dei parlamentari – spiega il rapporto – non ha mai avuto un incarico politico, né al livello locale, né a quello nazionale ed europeo. Percentuale leggermente più bassa al Senato, dove infatti si ferma al 30,16 per cento”. Un record è quello del Movimento 5 stelle, partito in cui il 65 per cento dei nuovi parlamentari non ha mai avuto un incarico, dato di gran lunga superiore a qualsiasi altra delle maggiori forze parlamentari della XVIII legislatura. Lega e Movimento 5 stelle però si differenziano molto nella carriera politica dei neo eletti in Parlamento. “Da un lato c’è il M5s, partito politico giovane a livello nazionale – si sottolinea nel rapporto – che ha sia un forte ricambio rispetto la scorsa legislatura, sia un numero elevato di parlamentari nuovi alla politica. Dall’altro c’è la Lega che, invece, mette in campo deputati e senatori con già una carriera politica alle spalle. Nello specifico parliamo del 40 per cento dei deputati e il 30 dei senatori”.

Alcuni deputati e senatori siedono in Parlamento da decenni. Il record a Montecitorio è di Elio Vito (Forza Italia), che inizierà la sua ottava legislatura. Poco distante la sua compagna di partito Stefania Prestigiacomo, che si appresta ad iniziare la sua settima. Diversi i deputati pronti a iniziare la sesta legislatura da parlamentare: Valentina Aprea (Forza Italia), Alessio Butti (Fratelli d’Italia), Piero Fassino (Partito democratico), Giancarlo Giorgetti (Lega nord), Barbara Pollastrini (Partito democratico), Gianfranco Rotondi (Forza Italia), Paolo Russo (Forza Italia) e Bruno Tabacci (+Europa). In cima al podio di Palazzo Madama Emma Bonino, eletta nel Lazio con +Europa (alla nona legislatura) e Pier Ferdinando Casini (alla decima). Il senatore eletto col centrosinistra è ininterrottamente in Parlamento dal 1983. Pronti ad iniziare l’ottava legislatura tra i banchi del Senato anche Umberto Bossi e Roberto Calderoli della Lega, come anche Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia).

L’articolo Elezioni, sopresa: il nuovo Parlamento è quello più giovane e con più donne della storia. Ci sarà ancora Casini, 35 anni dopo proviene da Il Fatto Quotidiano.

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