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La Camera ha dato il via a una proposta di legge che introduce le urne in plexiglass alle elezioni, al posto dei box in cartone a cui siamo abituati. Una norma che risponde a un’esigenza di garanzia per l’elettore, che in questo modo, all’apertura dei seggi, può verificare che l’urna sia vuota. Il testo, inoltre, prevede che gli scrutatori vengano sorteggiati tra gli iscritti all’albo comunale, invece che nominati, come avviene ora, da un’apposita commissione. Il presidente di seggio continuerebbe ad essere nominato dalla Corte d’appello del capoluogo del distretto, ma in caso di rinuncia si procederebbe, anche in quel caso, a sorteggio.

La proposta vorrebbe poi cambiare la fisionomia delle cabine di votazione, che attualmente nascondono del tutto la figura dell’elettore. Secondo il testo approvato dalla Camera, dovrebbero invece conservare un lato visibile a presidente e scrutatori, a cui l’elettore darebbe le spalle. In questo modo si reputa più difficile sostituire la scheda o fotografare il voto senza essere scoperti. Sono poi introdotte norme per consentire agli studenti fuori sede di votare nel Comune di temporaneo domicilio in occasione dei referendum.

Il testo, presentato lo scorso aprile a prima firmataria Dalila Nesci (M5S) è stato approvato con 301 voti a favore, 78 contrari e 106 astenuti. Ora verrà trasmesso al Senato. Hanno votato a favore Movimento 5 Stelle, Lega e Liberi e Uguali. Contraria Forza Italia (che aveva anche presentato una pregiudiziale di costituzionalità), astenuti il Pd e Fratelli d’Italia.

L’articolo Elezioni, via libera della Camera all’urna in plexiglass. Previste cabine aperte e l’estrazione a sorte degli scrutatori proviene da Il Fatto Quotidiano.

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