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Testimonial dei cacciabombardieri a sua insaputa. Il ministro della Difesa Mario Mauro, ex Pdl oggi in Scelta civica, è finito nella bufera per un articolo del quotidiano Repubblica, che lo ha accusato di aver prestato il proprio volto a una pubblicità degli F35 della Lockheed Martin. Va bene sostenere l’investimento di soldi italiani, è il sunto dell’articolo del corrispondente dagli Usa Federico Rampini, ma farsi inserire in una vera e propria pubblicità da parte di un colosso per di più straniero no, è davvero troppo per un ministro. E Mauro la pensa allo stesso modo, tanto è vero che, sostenendo la propria estraneità all’iniziativa della Lockheed, in una nota stampa fa sapere: “Chiunque utilizzi in modo improprio, diffamatorio o superficiale l’immagine o le dichiarazioni del ministro della Difesa Mario Mauro, ne risponderà nelle sedi legali deputate”. Come dire: rischiano di piovere querele.

La frase contestata – Tutto nasce da una lussuosa convention organizzata a New York dalla Lockheed per lanciare i propri F35. Sempre più in difficoltà economica (il Pentagono dovrebbe comprare 2.400 “Joint fight striker jet” per un costo di 392 miliardi di dollari, ma nicchia), l’azienda bellica a stelle e striscie si è affidata a uno spot con diversi testimonial stranieri. Tra questi, c’è anche una citazione da Mauro: “To love peace you must arm peace. F35 does that”. Tradotto: per amare la pace devi armare la pace, e l’F35 lo fa. Uno slogan efficacie quanto imbarazzante, che non è andato giù al ministro. Di polemiche sugli F35 ne nascono a sufficienza in Italia, meglio evitare quelle che piovono dall’estero. 




pubblicato da Libero Quotidiano

F35, la Lockheed e lo spot con Mario Mauro. Il ministro minaccia querele

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