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Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, è indagato dalla magistratura tedesca per la mancata rimozione di contenuti ritenuti “criminali” e “negazioni del genocidio ebraico“. Per la prima volta in Germania i giudici hanno deciso di aprire un’indagine sul capo del colosso californiano. A rivelarlo è il sito del settimanale Der Spiegel precisando che l’indagine viene condotta dalla Procura di Monaco contro, tra gli altri, la direttrice operativa del social network, Sheryl Sandberg, e il capo-lobbista per l’Europa, Richard Allan.

L’indagine è stata innescata dalla denuncia di un avvocato di Wuerzburg, Chan-jo Jun, che accusa Facebook di aver omesso di rimuovere “istigazioni all’omicidio, minacce di violenza, negazioni dell’olocausto e altri crimini” nonostante fossero stati debitamente segnalati. All’inizio dell’anno una denuncia analoga alla Procura di Amburgo era rimasta senza conseguenze per carente competenza territoriale e indagini contro manager tedeschi erano state archiviate, ricorda il sito di Der Spiegel.

L’articolo Facebook, Zuckerberg indagato in Germania: contenuti “criminali” non rimossi e “negazione dell’olocausto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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