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Il prete abusò di una ragazzina e la mise anche incinta, il vescovo ora raccomanda “fraterna vigilanza” tra gli appartenenti al clero. Accade a Ferrara, la storia è quella diventata nota nelle ultime settimane dopo i ripetuti appelli di Erik Zattoni, il figlio della ragazzina nato dalla violenza del sacerdote (avvenuta nel 1980 dentro gli uffici della parrocchia), perché il suo padre biologico sia ridotto allo stato laicale. Quell’uomo, Pietro Tosi ha oggi 87 anni. L’arcivescovo di Ferrara e Comacchio Luigi Negri interviene di nuovo sulla vicenda, scrivendo a un giornale locale, La Nuova Ferrara: “Indubbiamente occorrerà sempre di più, soprattutto nell’ambito della vita delle nostre parrocchie, un’autentica e fraterna vigilanza gli uni sugli altri perché le nostre comunità siano comunità sane, sia moralmente che religiosamente”.

“La terribile vicenda che è stata al centro di queste giornate, di cui portiamo il peso senza esserne causa – continua monsignor Negri nella lettera – è una prova a cui dobbiamo rispondere per la verità della nostra vita cristiana e della nostra missione”. Per questo, osserva in un altro passaggio, “credo che venga chiesto innanzitutto all’intera Chiesa Diocesana, come ho già indicato in questi mesi, di maturare la coscienza della propria identità ecclesiale e una nuova corresponsabilità missionaria”.

La prima uscita del prelato della curia estense era stata molto meno composta: si era soffermato – per sottolineare di non aver responsabilità nell’eventuale “mancato licenziamento” di don Tosi – con una lunga frase sarcastica a spiegare di non aver “avuto nessuna parte nella dichiarazione della prima guerra mondiale e neppure della seconda e certamente non si è inteso con il presidente americano per lo sgancio della bomba atomica sul Giappone. Su queste cose è meglio riferirsi ad altri”.

Questa volta l’intervento è almeno più misurato. “Riscatto dell’identità, rinnovata unità attorno al Vescovo, ripresa della missione in un clima di autentica benevolenza ecclesiale, senza gelosie, senza riserve, senza menzogne, ci permetterà di portare gli uni i pesi degli altri e così adempiere la legge del Signore – si legge – Trent’anni fa si è sbagliato ma l’errore di allora si potrebbe ripetere ancora in futuro, se venisse trascurato questo mio invito”.

Il quotidiano di Ferrara che riporta anche un intervento di monsignor Paolo Rabitti, arcivescovo di Ferrara dal 2004 al 2012 (“Quello che dovevo fare come uomo di verità e di legge, con un continuo consulto con i superiori della Chiesa, è stato fatto”) presenta in prima pagina anche una intervista a don Pietro Tosi. “Sto vivendo nello sconforto e nella disperazione – spiega al giornale – Mi sento come una pannocchia gettata in mezzo alla strada e calpestata da tutti. Vorrei che il Signore mi prendesse con sé”. Quanto a un possibile incontro con Erik, taglia corto: “Non me la sento di farlo. Non sono pronto. Preferisco di no. Ho confessato i miei peccati e chiedo al Signore perdono per tutto”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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