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Gentiloni regna, signoreggia e soverchia. Egli era, e resta, il sogno di noi tutti. Quindi la torcida inesausta, partita una settimana fa per festeggiare la salvezza della Costituzione dall’assalto dei bimbominkia della Morani & dei nonniminkia dei Carbone, può proseguire. Tra un corteo e l’altro, è d’uopo qualche considerazione.

1. Chi è Gentiloni? Sintesi sublime di Thomas Mackinson: “Rullo di tamburi per lui, un renziano più di fatto che di fede. Perché Gentiloni, 62 anni compiuti, è molte cose e nessuna: è blu, rosso, verde e bianco. Nobile di natali (conti Gentiloni Silverj) che militava però coi movimentisti lavoratori di Capanna e nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo; cattolico d’etichetta e formazione, poi co-fondatore della Margherita, ma abbastanza laico nello scegliere il fronte su Legge 40 e Pacs. In mezzo, un pedigree ambientalista ormai appannato e due incarichi da ministro piuttosto grigi. Davanti un grande ieri, come capo di un governo che nasce per morire insieme alla XVIIesima legislatura”.

2. Per la cronaca Gentiloni è anche uno che, quando va in tivù, ammazza lo share per via di quel suo carisma prossimo a un salice più depresso che piangente. I talkshow non vedono l’ora che il suo governo, peraltro non ancora nato, cada.

3. Non solo i talkshow. Anche le opposizioni, M5S e Lega in testa, vogliono le elezioni subito. Per il primo Gentiloni è l’avatar di Renzi, per la seconda ne è la copia sfigata. “Elezioni subito” non vuol dire niente, perché una legge elettorale va fatta subito. Oppure tocca aspettare la Consulta il 24 gennaio, e poi le motivazioni, e poi le correzioni che uniformino Camera e Senato. Quindi niente elezioni fino a maggio. O magari ottobre, altrimenti addio vitalizio.

4. Orfini, che non sembra ma è ancora vivo, ha detto oggi a Lucia Annunziata: “Questo governo non arriva a fine legislatura. Recepisce il risultato del referendum e ci porta alle elezioni”. Perfetto. Quindi, se lo ha detto lui, non sarà così e ci mentiranno ancora. Vamos.

5. Sempre Orfini ha detto che la minoranza del Pd avrebbe dovuto attenersi alla disciplina di partito. Su 47 articoli della Costituzione. E il bello è che era serio.

6. Ovviamente Gentiloni – brava persona, non si sa quanto bravo politico – è una propaggine di Renzi. O almeno Renzi crede così. Nel frattempo dentro il Pd continuerà la guerra intestina: i renziani oltranzisti (cioè il peggio della politica italiana) cercheranno di manovrare Gentiloni; gli oppositori cercheranno di logorare Renzi; i franceschiniani tenteranno di salvare il salvabile; e gli italiani staranno a guardare. Per il quarto governo consecutivo.

7. Più il governo dura e più Renzi e Pd fanno un favore a Lega e M5S. Questi ultimi continuano a chiedere le elezioni subito, ma in realtà più il govern(icchi)o dura e più loro crescono.

8. Renzi e Boschi avevano promesso non solo di dimettersi (per finta), ma di abbandonare la politica per sempre. Troppo bello per essere vero. Si dice anche che verrà confermata la Boschi: sarebbe sublime: una prova ulteriore di arroganza, e deficienza, politica. Più fanno così e più il paese li odia. Ma sono troppo supponenti , e troppo poco svegli, per capirlo.

9. Aumentano i voltagabbana tra politici (De Luca), giornalisti (Merlo), testimonial (Bottura) eccetera. Di colpo hanno scoperto che Renzi è arrogante e pure politicamente citrullo. Ovviamente, se Renzi tornerà in auge (e così sarà, perché vincerà elezioni, Olimpiadi, Champions League e Pallone d’oro), loro torneranno renziani. Agili, in scioltezza atarassica.

10. Il primo obiettivo di questo governo non è tanto la legge elettorale, ma una legge elettorale che saboti il M5S. Doveva esserlo anche l’Italicum, ma essendo stupidi hanno creato un troiaio che non è solo incostituzionale ma pure involontariamente pro-grillino. I 5 Stelle sono attorno al 30%, quindi il male minore per tutto il resto del Parlamento è partorire una fetecchia fortemente proporzionale. In questo modo il M5S sarà alle Camere come il PCI nei Settanta: tanto numeroso quanto sempre all’opposizione. Che poi, magari, è anche il sogno di molti 5 Stelle (governare è complicato).

Piccolo particolare: così facendo qualsiasi governo nato da un proporzionale più o meno spinto dovrà confrontarsi con una opposizione molto forte. E quindi dovrà vivacchiare. Renzi voleva il combinato disposto Schiforma-Italicum per tiranneggiare. Si ritrova invece odiato e con una legge elettorale che – qualsiasi essa sia – lo renderà bene che vada (per lui) vincente ma non vincentissimo. Senza maggioranze bulgare, drogate da abominevoli premi di maggioranza. Costretto quindi a mercanteggiare, a sopravvivere. Un eterno basso cabotaggio. Come un democristianicchio minore catapultato nella Prima Repubblica. Che è poi quel che è.

(P.S. E’ ancora torcida inesausta. Si vola)

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