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Milano, 14 dicembre 2014 – 12:24





Il premier giapponese Shinzo Abe vince la scommessa del referendum sulla Abenomics attraverso le elezioni anticipate e conferma l’ampia maggioranza dei due terzi nella Camera Bassa, il ramo pi forte della Dieta, nonostante le difficolt di un Paese appena scivolato in recessione e il tonfo dell’affluenza alle urne ai minimi di sempre, intorno al 52%.

Al potere dal 2012

La coalizione al potere da dicembre 2012, basata sul legame storico Liberaldemocratici-New Komeito, centra i sondaggi della vigilia e riproduce lo scenario pi caldeggiato dai mercati, quello della stabilit: 325 seggi (rispettivamente 290 pi 35) sui 475 totali, secondo i conteggi ancora ufficiosi, contro i 326 (295 pi 31) sui 480 della scorsa legislatura. I risultati del voto indicano che gli elettori sperano che la Abenomics sia ulteriormente promossa, ha commentato Abe, visibilmente soddisfatto, autore di un autentico tour de force nei 12 giorni di campagna elettorale in cui ha attraversato il Paese coprendo ben 14.000 chilometri.

La priorit il rilancio dell’economia

La priorit il rilancio dell’economia, ha aggiunto, riferendosi alla sua ricetta per battere la deflazione cronica basata sul mix di allentamento monetario, incentivi fiscali e riforme, andata in panne con il rialzo della tassa sui consumi, dal 5% all’8%, dal primo aprile. Nel quartier generale dei Liberaldemocratici, a due passi dalla Dieta, Abe non si sottratto al tradizionale rito della sistemazione delle rose sul grande pannello in corrispondenza dei nomi dei candidati eletti. Il premier, sui prossimi passi, ha promesso di riunire leader di coalizione e delle imprese al fine di definire la strategia che, col rialzo dei salari, possa innescare un circuito virtuoso sulla ripresa delle attivit economiche prima che l’ulteriore aumento al 10% della tassa sui consumi sia effettivo ad aprile del 2017. La coalizione deve ora accelerare sulle promesse fatte in campagna elettorale, comprendendo anche quanto annunciato in materia di sicurezza e difesa, e della contestata autodifesa collettiva.

Il ministro pi longevo dal dopoguerra?

Il calcolo politico di Abe, che ha ora tutte le carte per poter essere il primo ministro pi longevo dal dopoguerra, ha avuto successo: con una opposizione in disarmo, l’elettorato non ha trovato opzioni credibili rifugiandosi nella disaffezione alla politica (sul 52% di votanti, il minimo di sempre dopo il 59,32 di due anni fa, pesa il fattore maltempo) o nel voto di protesta (nucleare, Abenomics, tasse e modifiche costituzionali) che ha premiato il Partito Comunista, passato da 8 a 21 seggi. I Democratici (DpJ), principale forza di opposizione, hanno recuperato qualcosa (da 59 a 73 seggi), restando lontani dalla soglia di sopravvivenza a quota 100: il leader Banri Kaieda stato battuto nel collegio uninominale di Tokyo 1, avviandosi alle dimissioni dopo l’onta della prima sconfitta dal 1949 che vede il capo del pi grande partito di opposizione perdere il suo seggio alle elezioni della Camera Bassa. Ottima invece l’affermazione del Japan Innovation Party del sindaco di Osaka, l’ultranazionalista Toru Hashimoto, salito a 41 seggi.

14 dicembre 2014 | 12:24

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tovato su: Il Corriere della Sera

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