Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Siamo in piena globalizzazione è ormai da tempo che nei miei viaggi d’affari per il commercio delle perle e del corallo ho notato un vero cambiamento nella traslitterazione della lingua scritta giapponese a quella in lettere occidentali.

Ora tutto è scritto sia in giapponese che stampato nell’alfabeto latino meglio conosciuto come Romaji, infatti questo si può tradurre con Oshare che è la tendenza a rendere leggibile in Giappone agli stranieri.

Nel 1982 era quasi impossibile prendere una linea della bella metropolitana di Tokyo tutto era in caratteri giapponesi e l’unica salvezza era il colore delle linee ma il problema restava poi scendere alla stazione giusta…

Ma per questo, bastava chiedere e tutto era risolto.

Se poi andiamo indietro nel tempo i primi ad usare i caratteri latini in Giappone furono i missionari i Gesuiti che sbarcarono in Giappone nella seconda metà del XVI e all’inizio del XVIII, da allora i giapponesi vennero a contatto con le nostre scritture.

La stampa gesuita fu chiamata Kirishitanban letteralmente stampa gesuita un insieme di opere prettamente religiose.

Il primo a portare questa pratica fu il missionario Alessandro da Valignano ovviamente molto diverso dal Romaji dei giorni nostri.

Attualmente a Tokyo nelle insegne dei locali, nelle pubblicità compaiono sempre di più le scritte in alfabeto latino, ma siamo ancora lontani dal poter affermare che tutto è cambiato.

Una delle questione principali è nel food, nella ristorazione non sempre i menu sono in lingua occidentale, ma per questo quando andate al ristorante basta alzarsi ed indicare il piatto finemente riprodotto in cera all’ingresso dei locali di ristorazione.

Buon appetito

L’articolo Giappone e i primi contatti con l’occidente proviene da Ildenaro.it.

tovato su: Il Denaro

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi