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Incaricato (con riserva che sarà sciolta lunedì) Paolo Gentiloni è già al lavoro per formare la squadra di governo che sarà composta da componenti della maggioranza. Il toto ministri, partito già a dimissioni di Matteo Renzi formalizzate, vede protagoniste soprattutto vecchie conoscenze della politica italiana. La novità più forte potrebbe essere l’entrata nel nuovo esecutivo di uomo di Denis Verdini. Tra i confermati ci dovrebbero essere al Viminale Angelino Alfano che ha chiesto che alla Salute resti Beatrice Lorenzin, data in bilico in questi giorni. Come del resto il ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, sparita dal radar di Palazzo Chigi dopo la batosta referendaria, potrebbe però far parte del nuovo esecutivo con la sola delega per i Rapporti con il Parlamento e quella per le Pari Opportunità. Le Riforme potrebbero essere ereditate da Roberto Giachetti, ex candidato al Campidoglio.

Nessuna scossa ipotizzata per il ministero dello Sviluppo economico con Carlo Calenda e quello della Giustizia con Andrea Orlando. Dovrebbe restare anche Marianna Madia alla Pubblica amministrazione, nonostante la bocciatura da parte della Consulta della riforma. Dovrebbero essere confermati Padoan all’Economia, Pinotti alla Difesa. A Palazzo Chigi potrebbe rimanere il sottosegretario Luca Lotti, braccio destro e amico di Renzi.

La prima poltrona da far occupare è quella della Farnesina. Il premier incaricato vorrebbe ministro degli Esteri l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, già suo capo di gabinetto e prima donna segretario generale del ministero guidato finora da Gentiloni. Ma in quella casella Dario Franceschini, capo corrente di Areadem, invece lì ci vedrebbe bene l’ex sindaco di Torino Piero Fassino. Anche se in alcuni retroscena viene fatto proprio il nome del ministro della Cultura per la guida della Farnesina. In verità in ballo c’è anche il nome dello stesso Calenda, per un breve periodo ambasciatore italiano a Bruxelles. Ma se fosse così ci sarebbe il problema di trovare un nuovo inquilino per il Mise.

Dati in uscita dal borsino dei quotidiani: Giuliano Poletti dal dicastero del Lavoro per essere sostituito da Teresa Bellanova, ex sindacalista Cgil e ora vice ministro del Mise e già sottosegretaria al Lavoro. Vista con favore dal premier Renzi perché considerata risolutiva per il Jobs act. Anche Stefania Giannini potrebbe lasciare il posto: a un’altra donna renziana: i bookmaker danno in pole la senatrice Francesca Puglisi oppure la deputata Simona Malpezzi, vicina a Lorenzo Guerini. Anche il ministro dell’Ambiente potrebbe cambiare: via Gianluca Galletti sostituito dall’ex presidente di Legambiente e deputato Pd Ermete Realacci. All’esponente Udc potrebbe essere assegnato il ministero per la Famiglia.

Con il nuovo governo però potrebbero entrare in campo Ala, il gruppo di Verdini che avrebbe chiesto un ministero e alcune poltrone  da sottosegretari per i suoi. L’ex garante del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi potrebbe passare all’incasso. per il sostegno durante i mille giorni di Renzi al governo, ottenendo una poltrona per l’ex presidente del Senato Marcello Pera o per l’ex ministro della Cultura Giuliano Urbani. Tra i nomi papabili per rappresentare la componente Ala-Sc a palazzo Chigi anche Enrico Zanetti, attuale viceministro dell’Economia che potrebbe ottenere un upgrade: forse al Mise. Circola il nome di Saverio Romano, già ministro con l’ex Cavaliere. Una casella potrebbe essere liberata anche da Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, in predicato per essere nominato vice segretario del Pd.

L’articolo Governo Gentiloni, il toto ministri: Fassino o Franceschini agli Esteri. Ipotesi Pera in quota Verdini proviene da Il Fatto Quotidiano.

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