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La lista dei ministri è quasi pronta. Dopo le consultazioni con gli altri partiti e le ultime trattative, alle 17.30 Paolo Gentiloni si presenterà al Colle per riferire sul suo incarico e già in serata ci sarà il giuramento. Due i nomi che, secondo le ultime indiscrezioni, sono tra i papabili per restare a Palazzo Chigi: il sottosegretario Luca Lotti e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Se quest’ultimo sembra ormai assegnato al dicastero degli Esteri, il fedelissimo di Matteo Renzi punta a ottenere la delega ai Servizi segreti. La decisione di affidare l’incarico a Lotti però ha già sollevato numerose polemiche con, in prima linea, i grillini: “Sarebbe aberrante”, hanno commentato i parlamentari M5s. Ma la scelta non piace nemmeno ai democratici: “Spero non ti presterai a questa vergogna”, è uno degli sms, come riporta il Fatto Quotidiano, che in ambienti Pd è stato inviato a Gentiloni. C’è poi la faccenda Denis Verdini: il senatore plurimputato e leader di Ala vuole una ricompensa dopo il sostegno al governo renziano e punta ad avere almeno uno dei suoi tra i ministri. In queste ore si discute molto anche di un probabile incarico all’ex ministra delle Riforme Maria Elena Boschi: l’ex titolare anche dei Rapporti con il Parlamento potrebbe lasciare il suo posto ad Anna Finocchiaro, ma ha chiesto di non restare a mani vuote. Potrebbe infatti proprio lei diventare sottosegretario al posto di De Vincenti. Mentre manca poco all’ufficializzazione i nomi che circolano sono i più diversi: da Piero Fassino agli Esteri a Marco Minniti all’Interno.

Delega ai Servizi segreti, le mire di Lotti – L’ipotesi, come ha scritto il Fatto Quotidiano in edicola, è che il fedelissimo di Renzi mantenga l’incarico alla presidenza del Consiglio e che in più possa strappare anche la delega considerata strategica ai Servizi segreti. “Se la notizia fosse confermata”, hanno scritto in una nota i membri M5s del Copasir Vito Crimi, Bruno Marton e Angelo Tofalo, “si tratterebbe di una mossa aberrante, contro ogni equilibrio democratico, di fronte alla quale siamo pronti alle barricate”. E hanno aggiunto: “Allo stato dell’arte, nessuno può escludere che la mossa Lotti potrebbe anche essere il preludio di un ritorno di Marco Carrai, caro amico di Matteo Renzi, a guida di una sorta di Nsa all’italiana”. La preoccupazione dei 5 stelle è che “il ‘cosiddetto giglio magico’ di Renzi possa acquistare maggiori poteri”: “Del resto”, si legge, “con un premier scelto in provetta, vale a dire Gentiloni, messo lì solo per sopire il momento e le circostanze, tutto è più facile per chi vuole prendere il controllo della nostra intelligence. Finora nell’ambito del Copasir il M5s ha mantenuto un profilo di serietà istituzionale, ma – concludono i 5 Stelle – davanti a scelte come questa, ripetiamo, se dovesse essere confermata, siamo pronti a fare le barricate”.

Le richieste dei verdiniani – L’altra pedina delicata è quella che riguarda l’ingresso nel governo dei verdiniani. Alle 18, nel quartier generale di via Poli: ‘zanettiani’ e ‘verdiniani’ si vedranno per fare il punto della situazione. Sul tavolo del vertice c’è sempre l’ingresso formale della componente Ala-Sc a Palazzo Chigi: in ballo c’è un dicastero e i papabili restano sempre Enrico Zanetti, attuale viceministro dell’Economia e Francesco Saverio Romano. In discesa invece le quotazioni per l’ex presidente del Senato Marcello Pera. In queste ore frenetiche di trattative, fanno sapere che, Denis Verdini sta lavorando per vedere riconosciuto l’impegno profuso fino ad ora a sostegno della maggioranza di governo renziana.

Interno – Il nome più accreditato in questo momento per prendere il posto di Angelino Alfano è quello di Marco Minniti, fino alla settimana scorsa sottosegretario alla presidente del Consiglio con delega ai Servizi segreti.

Esteri – Angelino Alfano, ex titolare del Viminale, sarà molto probabilmente il prossimo ministro degli Esteri. L’ipotesi circola già da alcune ore ed è data quasi per certa da varie fonti interne.

Tesoro – Confermato il nome di Pier Carlo Padoan come ministro dell’Economia. Nelle scorse ore era stata addirittura valutata una sua nomina come presidente del Consiglio, ma è stato poi scartato.

Sviluppo economico – Dovrebbe essere confermato allo Sviluppo economico il nome di Carlo Calenda.

Scuola – Ettore Rosato, ora capogruppo Pd alla Camera, che potrebbe sostituire Stefania Giannini all’Istruzione. Nelle scorse ore era circolato il nome di Francesca Puglisi, ma le sue quotazioni sembrano ormai tramontate.

Riforme – Esce Maria Elena Boschi, il volto della riforma della Costituzione bocciata dal referendum costituzionale, ed entra invece molto probabilmente Anna Finocchiaro.

Ambiente – Ermete Realacci è una delle new entry del governo Gentiloni. Nelle ultime ore si dà quasi per certo il suo ingresso come responsabile del dicastero all’Ambiente. Lascia quindi la poltrona Gian Luca Galletti.

Difesa – Pochi dubbi sulla riconferma della ministra Roberta Pinotti alla Difesa. Almeno per il momento non è stata considerata una sua eventuale sostituzione.

Salute – Non si tocca neppure Beatrice Lorenzin che entrerebbe così anche nel governo Gentiloni come ministro alla Salute.

Cultura – Intoccabile anche Dario Franceschini. Il dem è tra i principali sostenitori dell’idea che andare a elezioni anticipate sia una delle ipotesi da evitare. Il suo nome era circolato anche come probabile presidente del Consiglio incaricato da Mattarella, ma al suo posto è stato scelto proprio Gentiloni.

L’articolo Governo, Lotti punta ai servizi segreti. M5s: “Mossa aberrante”. Alfano sempre più vicino agli Esteri proviene da Il Fatto Quotidiano.

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