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Ce lo ricordiamo tutti il figlio di papà. Ciascuno di noi ha avuto la sfortuna di averlo al suo fianco. Era un tipo che aveva stampato sulla fronte la sua diversità: soldi in tasca senza averli sudati, lavoro assicurato senza competenza, diletto senza fatica, ozio senza riposo. Il figlio di papà, nella lunga tradizione familistica italiana, è il raccomandato e appartiene a tutte le classi
sociali. Ogni mestiere ha il suo, ogni famiglia ne conosce uno.

Ora la politica ha inventato questo speciale tipo di raccomandato che è il ripescato: un tizio che farà il parlamentare a prescindere. E’ più stronzo delle altre tipologie possibili perché è sfacciato, non ha nascosto la sua faccia di bronzo anzi ha avvertito tutti prima ancora che la gara iniziasse. Grazie a questa legge elettorale il ripescato veniva pre-giudicato, incasellato tra gli umani col sopracciò, i figuri che non sanno nulla ma devono insegnare a tutti. Con le pluricandidature era chiaro che la faccia di bronzo, qualunque fosse l’esito elettorale, l’avrebbe fatta franca. Non gli fregava della competizione, era escluso dal novero della conta democratica. O così o così. Un altro buon motivo per odiare all’infinito e oltre il Rosatellum.

L’articolo Il ripescato. Se anche la politica ha i suoi raccomandati – L’Istantanea di Caporale proviene da Il Fatto Quotidiano.

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