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Roma, 26 nov. – (Adnkronos) – In Italia i comuni sono sempre più sensibili ai temi legati all’illuminazione stradale: azioni volte al miglioramento dell’efficienza energetica sono applicate in 80 capoluoghi (erano 68 nel 2011) e misure per la riduzione e la prevenzione dell’inquinamento luminoso coinvolgono 74 comuni (63 nell’anno precedente). Lo rileva il report dell’Istat “Eco management e servizi ambientali nelle città: rifiuti, acqua, energia” relativo all’anno 2012.

Nel complesso dei capoluoghi, tra il 2011 e il 2012, a fronte di un incremento degli impianti di illuminazione stradale (+3,0% dei punti luce), si osserva infatti il contemporaneo aumento dei lampioni fotovoltaici (+6,3%) e di quelli con luce orientata verso il basso e schermata (+3,8%), mentre diminuiscono i punti luce con lampade ai vapori di mercurio (-3,7%) o a incandescenza, congruentemente con le prescrizioni della normativa europea vigente.

In particolare in 13 capoluoghi la dotazione di lampioni fotovoltaici è superiore alla media (0,5‰ rispetto al totale dei punti illuminanti del territorio comunale); tra questi spicca Benevento con il 90,2‰, mentre altri 12 capoluoghi hanno dotazioni comprese tra l’1‰ e il 6‰ dei punti luce. Inoltre, in 45 comuni più del 50% dei punti di illuminazione stradale è del tipo con luce orientata verso il basso e schermata, e in 15 questa caratteristica, volta alla prevenzione dell’inquinamento luminoso, è estesa alla totalità dei lampioni.

Considerando invece i corpi illuminanti maggiormente inquinanti, risulta ancora lontano l’obiettivo dalla completa dismissione previsto a livello europeo: nel 2012 in 39 capoluoghi i lampioni con lampade ai vapori di mercurio o a incandescenza rappresentano ancora più del 20% dei punti luce (la media nel complesso di comuni è del 16,5%) e 20 tra queste città dovrebbero dismettere le lampade di almeno un lampione su tre.

Tra i grandi comuni, solo a Genova sono presenti lampioni fotovoltaici (1‰). La città, insieme a Trieste, Milano e Torino, rientra tra i capoluoghi con quota di punti illuminanti a luce schermata superiore al 50%; a Bari e Cagliari questi rappresentano la totalità dei punti luce e, all’opposto, Venezia, Padova e Verona non dispongono di questa tipologia di illuminazione pubblica. Palermo, Bologna, Catania e Messina dovrebbero sostituire le lampade di almeno un punto luce su due perché del tipo più inquinate, mentre Cagliari le ha già completamente eliminate e Trieste, Verona e Bari sono molto vicine all’obiettivo.


pubblicato da Libero Quotidiano

Illuminazione pubblica più efficiente e meno inquinante

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