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Milano, 24 marzo 2015 – 11:24





Ercole Incalza, l’ex capo struttura di missione del Ministero delle Infrastrutture coinvolto nell’inchiesta della procura di Firenze sulle grandi opere, resta in carcere. Lo ha deciso il gip di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, respingendo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai difensori del supermanager, 71 anni, durante l’interrogatorio di garanzia. Incalza stato arrestato la scorsa settimana nell’indagine sui Grandi Appalti. Non ha dunque ottenuto gli arresti domiciliari, come aveva sperato il suo avvocato, Titta Madia. Il dominus del ministero delle Infrastrutture resta a Regina Coeli, nella settima sezione del carcere romano.

L’arresto

Incalza stato arrestato luned 16 marzo insieme all’imprenditore Stefano Perotti. Ai domiciliari sono invece finiti il collaboratore di Incalza, Sandro Pacella e un altro imprenditore, Francesco Cavallo. Il gip di Firenze deve ancora decidere sulla richiesta di scarcerazione di Perotti. Ercole

Dimagrito

Incalza, fa sapere la legale dell’ex dirigente dimagrito di sette kg dal 16 marzo scorso, quando venne arrestato. La carcerazione un trauma, ma nonostante tutto sereno, dice l’avvocato Titta Madia. Ha chiesto di poter avere dei libri e mi ha detto: “Avvocato, non si preoccupi per me, sono forte e regger questa prova”. Il personale carcerario – ha aggiunto Madia – ha sempre dimostrato un’eccellente professionalit e una grande umanit. Madia attende ora la decisione sull’istanza di scarcerazione presentata ai giudici. Penso che una risposta ci sar gi in settimana. La speranza l’ultima a morire, osserva.

24 marzo 2015 | 11:24

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tovato su: Il Corriere della Sera

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