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Confronto a Otto e Mezzo (La7) tra il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, sulla riforma delle intercettazioni. A Lilli Gruber, che gli chiede se l’intercettazione sulla ‘sguattera del Guatemala’ dell’ex ministro Guidi è pubblicabile con la nuova legge, il ministro risponde: “E’ dubbia. Se serve a chiarire il contesto in cui si gioca questa vicenda, può essere utile. Diciamo che potrebbe essere pubblicata, ma potrebbe anche non esserlo. La valutazione spetta al pm e poi al giudice nel decidere se quell’elemento è essenziale”. Scanzi osserva che la nuova bozza della legge sulle intercettazioni è migliore rispetto a quella presentata due mesi fa e nota una certa incertezza del ministro nel valutare quali intercettazioni siano pubblicabili e quali no. E aggiunge: “Da quello che ho capito, in questa riforma i trojan verranno utilizzati molto di meno e saranno meno tollerabili, soprattutto nei confronti di alcuni reati. Se fosse così, non avremmo, ad esempio, l’inchiesta Consip. Trovo anche che sia molto spinoso il fatto di pubblicare solo quelle intercettazioni ritenute necessarie. Chi stabilisce che certe intercettazioni siano necessarie o meno? Sono previsti 4 anni di carcere per chi pubblica delle intercettazioni ‘fraudolente’. Cosa si intende per ‘fraudolente’? E non solo” – continua – “Non si possono pubblicare intercettazioni ritenute inammissibili, perché contengono dei dati privati o perché, in qualche modo, sono penalmente irrilevanti. Siamo d’accordo, ma il ministro Orlando sa bene che un cittadino deve sapere delle cose che non sono penalmente rilevanti, ma che fanno capire meglio il contesto”. E spiega: “Un esempio: la risata dell’imprenditore Francesco Piscicelli, dopo il terremoto de L’Aquila, non è penalmente rilevante, ma io voglio sapere che quello lì ha riso. E non perché sono sadico, ma perché da cittadino voglio sapere chi ho davanti. E un imprenditore bisogna che lo si conosca bene. Ancora di più un politico, un ministro o un giornalista”

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