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Come “un fantasma” è apparso prima in stazione Centrale a Milano, poi davanti a quella di Sesto San Giovanni. È qui che la fuga di Anis Amri, il 24enne tunisino ricercato per la strage ai mercatini di Natale di Berlino, è finita nel suo stesso sangue. Il terrorista è morto in una sparatoria nella cittadina alle porte di Milano con la polizia. L’identità del killer che Isis ha rivendicato come un suo “soldato” e ha provocato la morte di dodici persone e il ferimento di 48 – è stata confermata dalla Germania e “senza ombra di dubbio” dal ministro dell’Interno Marco Minniti. A dare il nome a quello straniero colpito con due colpi da un agente sono state le impronte digitali. Amri, che era conosciuto con alre identità, era ricercato in tutta Europa. In un video filmato prima del massacro di Kantstrasse il jihadista giura fedeltà all’Isis dichiarando di voler vendicare i musulmani uccisi nei raid.

Un controllo casuale, agente ha risposto a fuoco
L’uomo è stato fermato per un controllo di routine intorno alle 3 di notte dai poliziotti di una pattuglia del commissariato di San Sesto Giovanni. Gli agenti gli hanno chiesto i documenti e di tirar fuori gli oggetti che aveva nello zainetto. Ma Amri ha impugnato la calibro 22 – e solo gli accertamenti balistici potranno confermare se si tratti della stessa pistola usata lunedì sera – e ha colpito un agente urlando non “Allah Akbar” come riferito in un primo momento ma “poliziotti bastardi”. Quindi ha cercato di nascondersi dietro l’auto, l’altro agente ha risposto ai colpi e lo ha ucciso. L’agente ferito, Christian Movio, 36 anni, è stato portato all’ospedale di Monza: è stato operato per l’estrazione del proiettile, le sue condizioni non sono gravi,. L’altro agente rimasto illeso, è Luca Scatà, 29 anni, originario di Canicattini, in provincia di Siracusa, in prova al Commissariato di Sesto San Giovanni. Gli abitanti in zona hanno raccontato di aver sentito gli spari, di essersi affacciati alla finestra e di aver visto l’uomo a terra mentre gli agenti cercavano di rianimarlo e un poliziotto che si teneva un braccio. 

Arrivato dalla Francia, è passato per Torino
Amri sarebbe arrivato in treno da Chambery, nel sudest della Francia, sarebbe transitato per Torino – dove sarebbe rimasto qualche ora, tra le 20,30 e le 23 – per poi arrivare alla Stazione centrale del capoluogo lombardo all’una di notte. Un paio d’ore dopo, l’esito finale nella vicina Sesto San Giovanni, nella piazza davanti alla stazione ferroviaria. A testimoniare il tragitto, un biglietto ferroviario che gli sarebbe stato trovato nello zaino. A quanto si apprende da fonti investigative, il terrorista non aveva un telefono addosso, ma sembra che cercasse contatti a Sesto San Giovanni.

La vicenda “può portare a sviluppi futuri”, ha affermato Minniti. L’indagine sulla sparatoria sarà condotta dalla procura di Monza, l’Antiterrorismo di Milano invece ha aperto un fascicolo per 270 bis, terrorismo internazionale. Come è emerso nei giorni scorsi, Amri ha trascorso cinque anni in Italia, dopo essere sbarcato a Lampedusa nel 2011 presentandosi come un minore non accompagnato, di cui quattro in carcere tra Catania e Palermo. Era stato condannato per disordini nel centro di accoglienza dove era ospitato. In Italia c’è “un livello elevato di controllo del territorio”, ha continuato il ministro dell’Interno, e ciò “ha consentito nell’imminenza dell’ingresso nel nostro Paese di una persona in fuga in tutta Europa di identificarlo e neutralizzarlo. Vuol dire che c’è un sistema che è capace di funzionare”.

Il Questore di Milano: “Come un fantasma”
“Aveva pochissimi effetti personali, nessuno scritto, era un fantasma” ha detto il Questore di Milano, Antonio de Iesu, descrivendo Amri e precisando che la sua individuazione “è solo frutto di una straordinaria attività di controllo del territorio. Sembra assurdo che un terrorista del genere sia stato trovato casualmente nel corso di un normale controllo, ma questa è la realtà”. “Non aveva con sé altre armi, né telefoni, solo un coltellino e qualche centinaia di euro – ha precisato de Iesu -. È stato controllato da solo e non ci risultano collegamenti con altre persone. Che stesse aspettando qualcuno è solo una delle ipotesi. Nessuno ci ha segnalato la sua presenza. È stato solo un controllo sul territorio. Può sembrare paradossale e lo è, non avevano percezione che fosse un killer. Era un magrebino come ce ne sono tantissimi nella zona di Milano, e il nostro è stato un normale controllo fatto da due giovani e bravi operatori di polizia. Dobbiamo capire perché un soggetto del genere fosse a Sesto San Giovanni – ha aggiunto il Questore -. Ma questo è materia di indagine. Collochiamo Amri all’una alla stazione Centrale di Milano, questo è riscontrato da immagini. Che mezzo abbia preso per andare a Sesto e perché non lo sappiamo. Ma non c’è nessun collegamento con la moschea di Sesto”.

CRONACA ORA PER ORA

14.39 – Video Amri prima dell’attentato
Un video di Anis Amri filmato prima dell’attentato e in cui il killer di Berlino giura fedeltà all’Isis dichiarando di voler vendicare i musulmani uccisi nei raid è stato diffuso dall’agenzia Amaq, network del sedicente Stato Islamico. Lo riferisce il Site

14.17 – Il poliziotto ferito: “Felice di essere stato utile”
Sono felice di essere stato utile in questo marasma che sta succedendo in Europa”. Lo ha detto Christian Movio, l’agente rimasto ferito nel conflitto a fuoco con Anis Amnri, l’autore dell’attentato al mercatino di Natale a Berlino, così come riferito dal vice presidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, che la ha incontrato in ospedale.

14.16 – Circolare Ps: “Massima attenzione, rischi per azioni ritorsive”
“Massima attenzione” poiché “non si possono escludere azioni ritorsive” nei confronti dei poliziotti e di tutto il personale delle forze dell’ordine in divisa. E’ il contenuto di una nuova circolare che il capo della Polizia Franco Gabrielli ha inviato, secondo quanto si apprende, questa mattina subito dopo la sparatoria a Milano in cui è rimasto ucciso Anis Amri. L’invito è dunque di intraprendere ogni iniziativa utile per garantire la massima sicurezza e tutela degli operatori

14.08 – Prefetto Milano: “Attenzione già massima dopo Bataclan”
A Milano e sul territorio “l’ attenzione era già massima. Il livello di allerta è di 2 su 3 già dopo i fatti del Bataclan” del novembre 2015. Lo ha spiegato il prefetto di Milano, Alessandro Marangoni, parlando del livello di sicurezza a margine della firma per il rinnovo del patto ‘Milano sicura’. “Abbiamo le forze adeguate per affrontare qualsiasi tipo di necessità”, ha aggiunto.

13.50 – Grillo: “Situazione migratoria fuori controllo”
“La situazione migratoria è ormai fuori controllo”, “L’Italia e l’Europa sono un colabrodo”, e il nostro Paese, ormai, “sta diventando un viavai di terroristi, che non siamo in grado di riconoscere e segnalare, che grazie a Schengen possono sconfinare indisturbati in tutta Europa. Bisogna agire ora”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo aggiungendo che “chi ha diritto di asilo resta in Italia, tutti gli irregolari devono essere rimpatriati subito a partire da oggi”.

13.55 – Polizia: “Amri aveva pistola carica e pronta all’uso”
nis Amri “era assolutamente tranquillo, gli è stato chiesto di svuotare zainetto e con mossa repentina ha estratto la pistola carica e pronta all’uso e ha sparato”: così il vicequestore aggiunto Roberto Guida, dirigente del commissariato Sesto San Giovanni, parlando con i giornalisti

13.47 – Questore: “Impossibile dire ora se arma è la stessa di Berlino”
L’arma con cui Anis Amri ha sparato a Sesto San Giovanni è “una calibro 22 di fabbricazione tedesca” ma “è scientificamente impossibile dire che è la stessa usata durante l’attentato in Germania”: lo ha spiegato il questore di Milano Antonio de Iesu. “Il bossolo o l’ogiva sono là, la pistola è qua – ha spiegato – è un fatto tecnico, ci vogliono almeno 2-3 giorni per stabilirlo”.

13.27 – Questore Milano: “Bisogna capire perché si trovasse qui”
Nessuno ci aveva detto, neanche l’Intelligence, che l’attentatore poteva trovarsi a Milano. Ora l’obiettivo investigativo è capire perché un soggetto che ha commesso un così grande crimine si trovasse in un Comune dell’hinterland milanese: se stesse aspettando qualcuno, o attendendo un pullman per altre destinazioni”. Così il questore di Milano Antonio De Iesu, in merito alla uccisione dell’attentatore di Berlino, Anis Amri.

13.26 – Atti Milano anche a procura Roma
Contatti in queste ore tra le procure di Roma e Milano dopo l’uccisione di Anis Amri a Sesto San Giovanni. La procura di Monza si occuperà della sparatoria culminata nella morte del killer di Berlino. I pm del capoluogo lombardo intendono procedere per associazione con finalità di terrorismo internazionale su eventuali legami e protezioni dei quali Amri potrebbe aver beneficiato in Italia, ma è Roma ad avere la titolarità sui fatti avvenuti nella capitale tedesca, gli atti saranno trasmessi a piazzale Clodio.

13.25 – Questore Milano: “Ha urlato poliziotti bastardi”
“Non risulta abbia urlato Allah Akbar ma ha urlato poliziotti bastardi”. È quanto ha detto il questore di Milano Antonio De Iesu parlando con i giornalisti dell’operazione che ha portato a uccidere Anis Amri, ritenuto il killer di Berlino.

13.05 – Questore Milano: “Documentato passaggio di Amri in Stazione centrale intorno all’una”
Il questore di Milano Antonio De Iesu, in conferenza stampa, ha confermato la presenza di Amri in Stazione centrale intorno all’una di notte e il passaggio in Francia.

12.54 – Questore Milano: “Avrebbe potuto compiere altri attentati”

12.47 – Amri potrebbe aver trascorso alcune ore a Torino
Amri potrebbe aver trascorso alcune ore nel capoluogo piemontese, dove era arrivato con un treno proveniente da Parigi, prima di ripartire per il capoluogo lombardo. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l’uomo sarebbe arrivato intorno alle 20.30 alla stazione di Porta Susa, da dove sarebbe poi ripartito alla volta della Lombardia alle 23 circa. Sulla sua presenza a Torino sono in corso accertamenti da parte della Digos del capoluogo piemontese.

12.37 – Berlino: “Grati alle autorità italiane”
“Siamo grati alle autorità italiane per l’intenso scambio di informazioni in un clima di massima fiducia che si è svolto nella mattinata”. A dichiararlo è stato Martin Schäfer, portavoce del ministero degli Esteri di Berlino. “I nostri colleghi del consolato generale a Milano sono stati informati molto rapidamente”, ha affermato.

12.35 – Tentativo di rianimazione dopo la sparatoria
La presenza di flebo al braccio e di un tubicino per l’ossigeno in bocca dimostrano i tentativi di rianimare Amri dopo la sparatoria con la polizia. Le immagini del tunisino mostrano alcune ferite da proiettili nella parte destra del costato.

12.27 – Amri identificato dalle impronte digitali
Anis Amri è stato identificato dalla polizia scientifica attraverso le analisi sulle sue impronte digitali. E’ quanto si apprende da fonti investigative. Il corpo del terrorista, ucciso da un poliziotto a Sesto San Giovanni, si trova all’istituto di medicina legale di Milano. Presto sarà disposta l’autopsia.

12.21 – Farage chiede la fine dell’area Schengen
Alla luce della notizia dell’uccisione di Amri, l’ex leader dell’Ukip Nigel Farage chiede la fine dell’area Schengen, il sistema di libera circolazione in Europa. “Se l’uomo ucciso a Milano è il killer di Berlino, allora è dimostrato che l’area Schengen è un rischio per la sicurezza pubblica. Deve essere chiusa”, scrive su Twitter l’europarlamentare britannico.

12.15 – Land Berlino: “Ricerca complici continua”
Il governo della città-Land di Berlino ha avvertito che, dopo la notizia della morte in Italia del sospetto autore dell’attacco dal mercatino di Natale, prosegue la ricerca di possibili complici. Che il principale sospettato sia morto a Milano “non significa che si sospende la ricerca di possibili complici” e che “si consideri il caso totalmente chiarito”, ha detto il titolare dell’Interno di Berlino, Andreas Geisel, sottolineando che la morte di Amri non è ancora stata confermata ufficialmente da parte tedesca e che per questo bisogna “avere pazienza”.

12.09 – Gentiloni: “Minacce non vanno sottovalutate, ma Stato c’è”
“La nostra attenzione resta massima, le minacce non vanno sottovalutate, ma quanto è avvenuto stanotte credo che consenta a tutti i nostri concittadini di sapere che lo Stato c’è e che l’Italia c’è”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nelle sue dichiarazioni a palazzo Chigi dopo l’uccisione di Anis Amri.

12.06 – Salvini: “Stop a qualsiasi tipo di immigrazione”
“Bisogna votare nel 2017, con primo punto del programma lo stop all’ingresso di qualsiasi tipo di immigrazione, fatti salvi donne e bambini” che scappano dalle guerre. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, commentando a Radio Padania l’uccisione del killer di Berlino a Sesto San Giovanni. Secondo Salvini, “in Italia non deve più entrare uno spillo, dal 2017 su la cerniera”.

11.43 – Ministro dell’Interno tedesco “Sollievo”
“Sollievo” è stato espresso dal portavoce del ministero dell’Interno tedesco dopo la notizia della morte del sospetto attentatore di Berlino, Anis Amri, ucciso a Milano.

11.37 – la famiglia di Amri: “Siamo sconvolti”
“Siano sconvolti e tutta la famiglia sta male. No comment”. Queste le prime parole pronunciate, dopo la notizia dell’uccisione di Anis Amri a Milano, di uno dei fratelli del tunisino, che ha parlato al telefono con un giornalista della Deutsche Welle.

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