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Roma, 26 nov. – (Adnkronos) – Al termine della XXIII riunione annuale dell’Iccat a Città del Capo in Sud Africa, la Commissione internazionale che si occupa della gestione della pesca del tonno e di altri pesci pelagici dell’Atlantico e del Mediterraneo, il Wwf accoglie con favore la decisione di rispettare i dati scientifici e non incrementare le quote di pesca del tonno rosso nel Mediterraneo (che restano a 13.400 tonnellate), ma denuncia la mancanza di una maggiore protezione degli squali nei negoziati.

Bene quindi le quote di pesca del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo ma “l’incapacità di predisporre regole che consentano la conservazione degli squali, rimane fonte di grave preoccupazione”, afferma Marco Costantini, responsabile Mare Wwf Italia. Dallo scorso anno, l’Iccat ha seguito le raccomandazioni scientifiche e impostato un contingente di catture annuo non superiore a 13.400 tonnellate per il tonno rosso dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo.

Nonostante la mancanza di una nuova valutazione dello stato dello stock – fa sapere il Wwf – quest’anno c’è stata una forte pressione da parte di numerosi Paesi per aumentare la cattura totale, quindi la quota di pescato, senza tener conto dei pareri scientifici. L’Unione europea, rappresentata alla riunione dal Commissario Europeo per la pesca Maria Damanaki, ha dato man forte ai dati scientifici e le proposte per aumentare le quote sono state di fatto bocciate.

Quest’anno il Wwf ha sollevato la questione della mancanza di tracciabilità negli allevamenti di tonno evidenziando in uno studio come i tassi di crescita del tonno rosso di allevamento nel Mediterraneo potrebbero nascondere catture non dichiarate e chiedendo ai paesi membri dell’Iccat di trovare una soluzione tecnica per invalidare questo dubbio. L’Iccat ha appena adottato una procedura comune, basata su immagini stereoscopiche, che dovrebbero risolvere questa importante lacuna.

Per il Wwf, “l’allevamento è uno degli aspetti meno controllati nel business tonno rosso. Quest’anno, in un allevamento di tonno del Mediterraneo – aggiunge COstantini – sono state trovate e denunciate fino a 550 tonnellate di tonni vivi pescati illegalmente”. Cifra superiore alla quota nazionale di molte nazioni dell’Iccat che mostra una situazione che preoccupante. Nel 2014 s verrà eseguito un aggiornamento dello stato dello stock del tonno rosso. Il Comitato scientifico dell’Iccat ha, però, richiesto maggiori risorse scientifico eseguire correttamente questo lavoro di valutazione.

Ma “molte parti contraenti dell’Iccat criticano il loro comitato scientifico perché i risultati finora ottenuti sono ritenuti troppo incerti, ma di fronte ad una richiesta di finanziamento per ridurre tali incertezze quegli stessi stati non riescono a garantire i finanziamenti necessari”, conclude Costantini. In fine per quanto riguarda la tutela degli squali i risultati dell’Iccat di quest’anno “sono stati molto deludenti”. Una proposta per rafforzare l’attuale divieto al taglio delle pinne, obbligando le barche a portare a terra gli squali con le pinne ancora integre, è stata bocciata da una radicale opposizione da parte di Giappone, Cina e Corea.


pubblicato da Libero Quotidiano

La Commissione Iccat tutela il tonno rosso, scarsa protezione per gli squali

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