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Roma, 29 nov. – (Adnkronos) – In Italia ci sono circa 2.000 km di ferrovie locali dismesse, alcune abbandonate da decenni e che versano quindi in uno stato di totale incuria, altre sospese di recente e che potrebbero essere ripristinate a fini turistici. Se a queste si aggiungono anche le strade e i percorsi dimenticati, il risultato è una rete di tracciati che attraversano il nostro Paese, chiusi al traffico, alcuni immersi nella natura, altri all’interno del territorio urbano, che potrebbero rappresentare un’opportunità per costruire una mobilità nuova, per il tempo libero ma anche per spostarsi all’interno delle città.

E’ l’idea di Co.mo.do, la confederazione della mobilità dolce, un insieme di associazioni al lavoro su progetti locali che riguardano proprio le ferrovie e i sentieri abbandonati con l’obiettivo di promuovere un diverso modo di muoversi. “L’dea è di creare una rete per valorizzare questi tracciati. C’è una proposta di legge, già fatta nelle legislature precedenti ma mai arrivata al capolinea – dichiara all’Adnkronos Anna Donati di Co.mo.do – ora ripresentimao il testo e quello che ci auguriamo è di arrivare all’approvazione”.

La proposta di legge “è soltanto una cornice normativa di tutela per promuovere e sostenere il progetto, i cui punti fondamentali sono tutela dei beni e possibilità di dare in comodato gratuito, alle istituzioni che ne facciano richiesta, le ferrovie abbandonate per promuoverle ma anche per fare di queste dei presidi territoriali di tutela del paesaggio dal dissesto idrogeologico”.

Oggi al progetto aderiscono diverse realtà e associazioni, tra cui Fiab, Wwf e Legambiente. “Il provvedimento base è quello di utilizzare le ferrovie dimenticate, quelle che noi chiamiamo ‘le ferrovie delle meraviglie’ – aggiunge Donati – perché venga o ripristinato il servizio in termini turistici oppure mettendo insieme percorsi ciclabili o da fare a piedi. Il tutto sotto un unico marchio o logo che possa rendere immediatamente riconoscibili questi tracciati”.

Progetto già diventato realtà in Europa, come con le spagnole Greenways, ma anche in alcune esperienze italiane, “come accade con la ‘transiberiana d’Italia’, la ferrovia Sulmona-Carpinone a ridosso del Parco nazionale d’Abruzzo, in parte chiusa, per la quale un’associazione di promozione del turismo su treno sta facendo inziative di grande successo, o con la Asciano-Monte Antico nelle Terer di Siena, con la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio o ancora in Lombardia sul lago d’Iseo con il treno blu e inSardegna con il trenino verde”.

Realtà già attive, quello che serve quindi è fare rete e per questo “è necessaria “una collaborazione con Ferrovie dello Stato, in buona parte proprietaria delle ferrovie abbandonate, in disuso o sospese, con gli enti locali e le associazioni turistiche, per dare un messaggio unitario verso a cittadini e turisti”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Le ferrovie abbandonate un'opportunità per costruire una mobilità nuova

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