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La Camera tira dritto per il secondo giorno consecutivo, nonostante le manifestazioni di piazza, e dà il via libera alla terza fiducia (con 309 sì) e ai restanti due articoli (con poco più di 380 voti) della legge elettorale dei nominati. Il voto finale tuttavia potrebbe slittare perché i partiti che si oppongono alla riforma elettorale hanno presentato circa 150 ordini del giorno. Una strategia di ostruzionismo che vede operare insieme M5s, Mdp e Sinistra italiana. Quindi, nonostante i tempi contingentati, se le opposizioni mettessero in campo un serio ostruzionismo potrebbero far rinviare a domani il voto finale.

Anche per questo (visto che il venerdì soprattutto nel gruppo di Forza Italia c’è l’esodo verso le rispettive abitazioni) i timori della maggioranza e in particolare del Pd si concentrano sui franchi tiratori. Da ore Rosato e Franceschini stanno facendo il solco in Transatlantico per galvanizzare le truppe e avere rassicurazioni. Secondo un calcolo che gira i “franchi tiratori” che si nasconderebbero nel voto segreto potrebbero essere tra 80 e 100. Ma per ribaltare l’esito del voto servirebbero almeno 130 voti, secondo un conto molto artigianale. I malumori vengono descritti come “sofferenze geografiche” più che politiche nel senso che riguardano soprattutto i deputati del Pd nelle regioni rosse e quelli di Forza Italia al sud (a questi ultimi non piace la quota maggioritaria).

In Aula è intervenuto anche Pierluigi Bersani: “Fermatevi” ha detto rivolto alla maggioranza, aggiungendo di chiederlo “col cuore in mano”. “Questo – ha detto tra l’altro – è un marchingegno sconosciuto nel mondo. Si parla di coalizioni? No, di vaghe apparentamenti, di liste civetta, di soglie di comodo. Diciamo ai cittadini ‘tu con un segno decidi tre cose e due possono non piacerti’. Mi viene in mente il Vangelo di Giovanni, ‘ti cingeranno i fianchi e ti porteranno dove non vuoi. Si aprirà un problema di governabilità micidiale. In un Paese moderno la governabilità deriva da un rapporto decente tra cittadini, istituzioni e politica. Quando non riesci a dare governabilità dalla rappresentanza non ne esci”. “Lo dico col cuore in mano – ha insistito Bersani – se ci fermiamo non si va nel caos, ci sono soluzioni abbordabili anche negli ultimi mesi”.

Tra gli emendamenti approvati per gli articoli 4 e 5 c’è anche il cosiddetto “salva-Verdini” che è una norma che permette anche ai cittadini residenti in Italia di candidarsi nelle circoscrizioni estere. Ma secondo Forza Italia Verdini non c’entra: “Colleghi Cinquestelle – ha detto alla fine di un lungo dibattito sul punto  Daniela Santanché – Studiate! L’emendamento non è per Denis Verdini ma per il ministro Alfano”.

Intanto il Movimento 5 stelle si prepara a tornare davanti a Montecitorio per manifestare e per l’occasione sarà presente anche Beppe Grillo. E sul Rosatellum arriva il giudizio definitivo di Massimo D’Alema, a Palermo per sostenere il candidato Claudio Fava: “Questa legge elettorale è una schifezza, diciamolo. Quando una maggioranza di 476 deputati su 630 ha paura del voto segreto vuol dire che sono consapevoli che stanno facendo una schifezza, perché quando una maggioranza così grande ha paura dei propri deputati e non dell’opposizione vuol dire che sanno che stanno facendo una schifezza e questa la legge elettorale è, in effetti, una schifezza”.

CRONACA ORA PER ORA (qui la diretta tv)

16.48 – Timori franchi tiratori: “Potrebbero essere tra 80 e 100”
E ora i timori sono sui franchi tiratori. Ettore Rosato e il ministro Dario Franceschini, scrive l’AdnKronos, da ore “dragano” il Transatlantico. “Potrebbero mancare tra gli 80 e i 100 voti”, è il calcolo che si fa nel gruppo Pd della Camera per il voto finale: se i “traditori” restano in questa forbice non accadrà niente di drammatico. Nel Pd, però, c’è molta cautela e si ammette che ci sono “insofferenze geografiche, non politiche” sul Rosatellum anche nel Pd e poi in Forza Italia. Malumori soprattutto tra i deputati Pd del centro Italia e di Forza Italia al Sud tra i fan del proporzionale.

16.23 – Le fiducie al governo di Gentiloni salgono a 20
Con le tre fiducie sulla legge elettorale sale a 20 il numero di volte che il governo di Paolo Gentiloni a posto la questione di fiducia dall’inizio del suo mandato, il 12 dicembre 2016.

16.21 – Approvato anche l’articolo 5: 372 sì. Ora gli odg
Con 372 sì, 149 no e 6 astenuti è stato approvato anche l’articolo 5 del Rosatellum che riguarda le norme transitorie (qui dentro è inserito il cosiddetto “salva-Verdini” e le procedure per l’entrata in vigore della legge). Il patto dei “contraenti” (Pd, Fi, Lega, Ap) tiene. Ora si passa alla presentazione degli ordini del giorno che sono circa 150. Ogni deputato ha a disposizione un minuto.

16.17 – Bersani interviene in Aula: “E’ un marchingegno, fermatevi”
Il Rosatellum 2.0 è “un marchingegno sconosciuto nel mondo”, che aumenta il divario tra cittadini e politica. Lo ha sostenuto in Aula Pierluigi Bersani, che ha invitato “con il cuore in mano” la maggioranza che sostiene la legge a “fermarsi e a riflettere”.

E #Bersani incassa qualche applauso dai banchi del #m5s #rosatellum

— monica guerzoni (@monicaguerzoni) 12 ottobre 2017

15.47 – Manifestazione M5s, fischi a Casini e Napolitano
Fischi a Casini e Napolitano dalla pizza M5S. Il Movimento sta continuando la protesta contro la riforma della legge elettorale in votazione alla Camera. La piazza davanti Montecitorio si va riempiendo e quando dal palco sono stati citati il presidente della Commissione di inchiesta sulle banche Pier Ferdinando Casini e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in molti hanno reagito fischiando.

15.26 – Passa anche l’emendamento “salva-Bueno”
La Camera ha approvato con 337 sì un emendamento di Fiano che modifica una norma introdotta in commissione. Essa stabiliva l’ineleggibilità nelle circoscrizioni estere dei cittadini che negli ultimi dieci anni avessero ricoperto cariche elettive o di governo, nelle forze armate e nella magistratura dei Paesi di residenza. L’emendamento diminuisce a 5 anni tale periodo. E’ stato denominato “emendamento salva-Bueno” perché permette la ricandidatura della deputata italo-brasiliana Renata Bueno, che fino a sette anni fa era stata consigliere comunale in Brasile. Durante le dichiarazioni di voto, Bueno – super-renziana – ha parlato della norma iniziale approvata in Commissione come “norma contra personam”. “Non so se era stata suggerita – ha aggiunto – da qualche amico di argentini che vogliono dominare le elezioni”. “Non si tratta solo di salvare la mia pelle, ma il principio che le elezioni sono libere”.

15.21 – Occhetto: “Fascismo? Lo dice chi non sa cos’è”
“Come si fa a dire che siamo in dittatura? Un conto è dire che una legge è sbagliata un conto è dire che siamo passati al fascismo. Forse chi lo dice non sa cos’era il fascismo”. Lo dice l’ultimo segretario del Pc e primo segretario del Pds, Achille Occhetto a Rainews 24.

15.18 – Ok all’emendamento “salva-Verdini”
Approvato l’emendamento cosiddetto “salva-Verdini” con 237 voti favorevoli, 154 contrari e 22 astenuti.

Approvano norma per candidare chi risiede in Italia nella circoscrizione esteri. Entrano in Parlamento con Bersani e ne escono con Verdini.

— Arturo Scotto (@Arturo_Scotto) 12 ottobre 2017

15.17 – “Salva-Verdini”, Santanchè: “Non avete capito niente: è per Alfano”
Alla fine del dibattito di 10 minuti tra Pd e Ap da una parte e M5s e Mdp dall’altra ha preso la parola Daniela Santanchè (Forza Italia) per spiegare ai Cinquestelle che Verdini non c’entra nulla: “Questa norma è stata fatta piuttosto per Alfano”.

15.16 – Fiano: “Non è salva-Verdini. E’ norma di reciprocità”
Il relatore della legge Emanuele Fiano (Pd) ha difeso l’emendamento parlando di “seducenti idee di complotto”, sostenendo che segue i principi di costituzionalità la reciprocità per permettere ai cittadini residenti in Italia di candidarsi all’estero. Contrari M5s, Mdp, Sinistra Italiana. Secondo Toninelli (M5s) la norma sarebbe pro-Verdini perché il leader di Ala ha aiutato il governo nel voto sul Def il 4 ottobre scorso in Senato e perché avrebbe bisogno di immunità. Ignazio Abrignani, verdiniano, ha spiegato che comunque per essere eletti servono 60mila voti in un territorio in cui non si è conosciuti.

15.03 – In discussione il “salva-Verdini”
E’ in corso il dibattito sull’emendamento cosiddetto “salva-Verdini”, cioè la norma che permette ai cittadini italiani di candidarsi nelle circoscrizioni all’estero. Un codicillo di cui parla oggi il Fatto Quotidiano.

14.56 – Di Battista ai deputati Pd: “Per Renzi non siete niente”
“Per Renzi non siete niente, vi sacrificherà, tirate fuori un po’ di orgoglio”. E l’appello rivolto oggi in Aula ai parlamentari dem dal deputato M5S Alessandro Di Battista, durante la discussione sulla legge elettorale. Lo stralcio del suo intervento è stato rilanciato dal Movimento 5 Stelle sui propri canali social.

14.55 – Militanti M5s “invadono” bacheche di Fiano e Rosato
I militanti del Movimento 5 Stelle rispondono all’appello lanciato ieri da Luigi Di Maio e “invadono” le bacheche dei parlamentari del Partito democratico Rosato e Fiano, postando le foto di Piazza Montecitorio gremita per la protesta anti-Rosatellum targata M5S. “Inviate le foto di questa piazza sulle bacheche dei parlamentari che vogliono votare questo obbrobrio”, è stata la richiesta del candidato premier Di Maio.

14.30 – Protesta M5s in piazza Montecitorio
Continua la protesta del M5S davanti Montecitorio, dove si sta votando la riforma della legge elettorale. Sul palco si alternano gli esponenti del Movimento all’insegna dello slogan “#pacificamente contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere”. Nel pomeriggio è atteso anche Beppe Grillo. “Ci sarà la battaglia finale al Senato e lì dovremo essere in tanti: o noi, o loro”. Così il senatore M5S Andrea Cioffi.

14.28 – No alle urne in plexiglas, respinto emendamento M5s
La Camera ha respinto un emendamento di Dalila Nesci (M5s) al Rosatellum 2.0 che modificava le attuali operazioni di voto al seggio, introducendo tra l’altro le urne trasparenti in plexiglas, in chiave di contrasto al voto di scambio e alle frodi nei seggi. I sì sono stati 107 (M5s e Fdi), gli astenuti 58 (Si e Mdp), i no 388.
L’emendamento riprende una legge della stessa Nesci approvata alla Camera e ferma in Senato. L’emendamento prevede però una spesa di 738.744 euro, che contrasta con la clausola di invarianza finanziaria del Rosatellum 2.0. 

14.27 – D’Attorre: “Doveva essere lì a metterci la faccia”
“Gentiloni doveva stare lì a metterci la faccia per spiegare il tradimento delle promesse fatte al momento dell’insediamento. Vi siete piegati al vero padrone”. Lo ha detto in Aula Alfredo D’Attorre, dopo che il sottosegretario Giampiero Bocci si era rimesso all’aula a nome del governo in un parere su un emendamento. “Non vi siete rimessi all’Aula – ha aggiunto – l’avete umiliata” imponendo la fiducia.

14.27 – Dopo le fiducie il governo si rimette all’Aula
Dopo i tre voti di fiducia posta dal governo sul Rosatellum 2.0, il governo nell’esprimere i pareri sugli emendamenti agli articoli 4 e 5 si è rimesso all’Aula. Ad esprimere i pareri è stato il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci. In realtà il cuore della riforma è già stato approvato con i voti di fiducia negli articoli 1, 2 e 3.

14.23 – Istituto Sturzo: “Rosatellum passo indietro rispetto a Mattarellum”
“Il Rosatellum è un regresso rispetto al Mattarellum”. Lo afferma a Radio Vaticana il presidente dell’Istituto Sturzo Nicola Antonetti. “Abbiamo un terzo di maggioritario e un terzo di proporzionale, con il problema tecnico-politico che non c’è il voto disgiunto. E questo favorisce i partiti più grossi – dice Antonetti – Ma qualsiasi sistema elettorale, a meno che non sia il proporzionale puro che non c’è da nessuna parte, privilegia alcune forze politiche”.

14.17 – Mdp e Sinistra Italiana, ostruzionismo con gli odg
Mdp e Sinistra italiana provano ad allungare i tempi di approvazione del Rosatellum bis utilizzando lo strumento degli ordini del giorno che verranno discussi e votati prima del voto finale. Ogni deputato dei due partiti, infatti, presenterà un ordine del giorno: saranno quindi 43 quelli quelli di Mdp e 17 quelli di sinistra italiana.

13.55 – Approvato l’articolo 4 del Rosatellum: 381 sì
L’articolo 4 della riforma elettorale che riguarda la trasparenza del voto è stato approvato con con 381 voti favorevoli, 152 contrari e un astenuto. L’articolo prevede tra l’altro che venga indicato il capo della forza politica. Hanno votato a favore anche Forza Italia e Lega.

13.53 – Ok a emendamento sull’invarianza finanziaria
La Camera ha approvato un emendamento all’articolo 4 del Rosatellum 2.0 che introduce il principio di invarianza finanziaria della legge, come ha chiesto la Commissione Bilancio. I sì sono stati 383 sì, 64 i no e 92 gli astenuti.

13.51 – No a emendamento M5s, Giachetti: “Non si può cambiare la Costituzione con la legge ordinaria”
Dopo che il vicepresidente Roberto Giachetti ha annunciato l’inammissibilità dell’emendamento è intervenuto Danilo Toninelli, chiedendo di sospendere la seduta e convocare la GIunta per il regolamento. Polemica per la decisione anche da Andrea Cecconi. Alfredo D’Attorre di Mdp ha chiesto che l’emendamento di M5s sia mantenuto e votato, come contrappeso “all’esproprio di sovranità” dell’aula a causa del voto di fiducia. Giachetti ha ricordato un precedente del 2002, in cui la Giunta per il regolamento si era riunita su un caso analogo e aveva confermato il potere del Presidente di dichiarare inammissibili gli emendamenti in “manifesto contrasto” con singoli punti della Costituzione.

13.47 – Subito inammissibile emendamento M5s, polemica in Aula
Immediata polemica dovuta alla dichiarazione di inammissibilità di un emendamento di M5s. L’emendamento prevedeva un giudizio preventivo di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale. L’emendamento è stato dichiarato inammissibile perché viola la Costituzione nell’articolo che definisce i poteri della Consulta. Un giudizio espresso dal presidente di turno Roberto Giachetti al quale hanno replicato prima Danilo Toninelli e poi Andrea Cecconi, entrambi Cinquestelle, ai quali si è aggiunto anche Alfredo D’Attorre (Mdp). La presidenza alla fine ha confermato il suo parere e si è passati all’esame degli emendamenti dell’articolo 4.

13.46 – Ripresa la seduta alla Camera
E’ ripresa la seduta della Camera che dovrà esaminare gli emendamenti agli articoli 3 e 4 del Rosatellum.

13.16 – Orlando: “Importante fare un passo avanti”
“Credo sia importante fare un passo nella direzione della approvazione”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, interpellato a margine di una riunione in Lussemburgo, sui lavoro sulla legge elettorale.

12.53 – Di Maio: “In questi giorni mobilitazione mai vista”
“Siamo riusciti a portare l’attenzione di tutto il Paese su questa scandalosa legge elettorale grazie a una manifestazione di piazza convocata in meno di 24 ore con un video pubblicato in rete. Mai visto nulla del genere. La battaglia continua oggi. Ore 13.30 Piazza Montecitorio”. Lo scrive su facebook il candidato premier M5S Luigi Di Maio confermando la seconda giornata di proteste contro il Rosatellum bis.

12.45 – D’Alema: “La legge è una schifezza e lo sanno”
“Questa legge è una schifezza, anche loro ne sono consapevoli, e lo dimostra che una maggioranza che conta 476 parlamentari su 630 ha paura del voto segreto, che è uno strumento parlamentare riservato a pochissime materie, tra cui i diritti fondamentali e politici dei cittadini”. Così Massimo D’Alema, a Palermo.

10.00 – Fassino: “Non è la migliore legge, ma bisogna fare di necessità virtù”
“Questa legge che sta venendo fuori dal Parlamento non è la migliore legge né quella che inizialmente aveva proposto il Pd. Bisogna fare di necessità virtù”.  Così Piero Fassino, ex segretario Ds, ex sindaco di Torino e oggi membro della segreteria del Pd,  ha commentato il Rosatellum bis ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24

L’articolo Legge elettorale, diretta dalla Camera – Ok a terza fiducia, ostruzionismo delle opposizioni. Passa il “salva-Verdini” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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