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In Ungheria dal 2015 un focolaio di Listeria è la causa di 47 casi registrati, di cui 9 hanno portato ad altrettanti decessi in cinque paesi europei, Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia e Regno Unito. E in queste ultime settimane si allargano i ritiri di prodotti alimentari surgelati, a seguito del possibile rischio di contaminazione. Un allarme che si è esteso anche in Australia e Nuova Zelanda, dove sono stati richiamati nove prodotti, un mix di mais, carote, piselli e broccoli, importati dall’Europa e venduti nelle catene di supermercati Woolworths, Aldi e IGA. Dopo il ritiro precauzionale di alcuni lotti di surgelati Findus e Lidl in Italia, il laboratorio di analisi specializzato in sicurezza alimentare Bioleader ha stilato un decalogo di buone prassi per evitare di contrarre la listeriosi.

L’ALLARME IN ITALIA – L’ultimo caso riguarda un lotto del prosciutto cotto del marchio Fiorucci. La Coop lo ha ritirato dai punti vendita Ipercoop Abruzzo di Chieti, Ipercoop Le Zagare e Le Ginestre di Catania. Le confezioni erano state prodotte da Greenyard Frozen Belgium (in uno stabilimento in Ungheria), lo stesso del minestrone Findus e delle verdure Freshona e Pinguin, che hanno ritirato alcuni lotti dei loro prodotti nei giorni scorsi.

LA LISTERIA –  Il batterio prolifera negli alimenti freschi e sopravvive anche su superfici a contatto con gli alimenti come coltelli, posate, taglieri, cestino lava verdura, o nel frigorifero. “In generale i cibi più a rischio sono quelli pronti al consumo – spiegano Franca Di Giovanni e Ombretta Pellerey del laboratorio di analisi Bioleader – come carne cruda o poco cotta, salumi, formaggi prodotti con latte non pastorizzato e prodotti di gastronomia”. Rinunciare a questi prodotti, però, non è affatto necessario. “Una corretta igiene domestica può aiutarci a prevenire questa infezione” aggiungono le esperte.

IL DECALOGO – Il team del laboratorio ha così stilato un decalogo di buone prassi per evitare di contrarre la listeriosi, “tossinfezione che sui soggetti più fragili, come anziani, bambini, soggetti immunodepressi e feti può avere conseguenze fatali”. La prima regola riguarda la cottura che è in grado di eliminare la Listeria monocytogenes: è sufficiente cuocere il minestrone per pochi minuti a una temperatura superiore a 75°C per distruggere il microorganismo. Carne, salumi, formaggi, prodotti di gastronomia come insalata russa e insalate di riso e, più in generale, tutti gli alimenti freschi, vanno conservati in frigorifero.

Altra buona norma: gli alimenti vanno mantenuti in frigorifero e nel congelatore in contenitori chiusi. La fretta, spesso, è una cattiva consigliera: “È preferibile – recita il decalogo – decongelare gli alimenti mettendoli in frigorifero anche la sera precedente, oppure cuocendoli subito: è da evitare assolutamente lo scongelamento rapido sotto l’acqua calda”. I prodotti freschi di gastronomia, così come formaggi, carne, salumi e verdure già lavate, non vanno consumati dopo la data di scadenza. “Per far funzionare al meglio frigoriferi e congelatori – suggeriscono dal laboratorio Bioleader – soprattutto in estate quando la temperatura è più alta, è buona abitudine sbrinarli regolarmente per evitare che si accumuli ghiaccio”. E comunque, congelatore e frigorifero devono essere tenuti puliti e disinfettati di frequente. Nella stagione più calda è inoltre necessario lavare molto bene frutta e verdura prima di consumarla cruda. Altra regola d’oro: prima del taglio di meloni e angurie, va tolta accuratamente tutta la terra, magari aiutandosi con una spazzola; vanno poi consumati in pochi giorni e conservati in frigorifero coperti o in contenitori chiusi ermeticamente. Bambini, donne in gravidanza e anziani, infine, dovrebbero evitare di mangiare carne cruda, prodotti  affumicati e formaggi prodotti con latte non pastorizzato.

L’articolo Listeria, il decalogo per evitare di contrarre il batterio dopo i casi di prodotti ritirati proviene da Il Fatto Quotidiano.

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