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Troppe coperture una tantum per fare quadrare le spese di bilancio e dubbi sul piano nazionale di salvaguardia anti-sismica. Inclusi invece nello scorporo del deficit i costi per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 24 agosto. E viene riconosciuto anche l’aumento di spesa per i migranti rispetto al 2016. I media anticipano quelli che dovrebbero essere i principali punti della lettera della Ue indirizzata all’Italia. Oggetto: dubbi e rilievi sulla manovra che presenta un aumento del deficit al 2,3%. Un decimale di troppo per la Commissione, che corrisponde a 1,6 miliardi di euro. Né Renzi né Padoan, però, intendono accontentare Bruxelles. Per il presidente del Consiglio al limite l’Europa può fare “una lettera sulla manovra italiana chiedendo maggiori spiegazioni, ma la sostanza non cambia“, mentre il ministro dell’Economia, in un’intervista a Repubblica accolta con disappunto dai vertici comunitari, spiega che l’Europa è al bivio e “deve scegliere da che parte stare”. E bocciare la finanziaria italiana “sarebbe l’inizio della fine”.

Ma ci sono anche altri Paesi che attendono le lettere di “richiamo” sulle leggi di bilancio: sono Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse Francia e Olanda. Nel caso italiano, scrive Repubblica, la bocciatura – nonostante le regole lo permettano – non arriverà il 31 ottobre. E il calendario fissato a Bruxelles prevede soltanto “dopo Natale l’eventuale bocciatura definitiva con apertura di procedura di infrazione sui conti”. I vertici comunitari sperano che dopo il referendum ci sia maggiore flessibilità al cambiamento da parte del governo ma, nel frattempo, rimane da arginare il rischio che altri paesi possano impallinare la finanziaria italiana e che la Commissione, nel caso di eccessiva indulgenza nei confronti di Roma, venga accusata di favoritismi. Ipotesi ed equilibri delicati che possono ripercuotersi negativamente sulle relazioni diplomatiche di tutta la zona euro, e creare fratture all’interno delle istituzioni Ue e tra i 28.

Già nella conferenza stampa a conclusione del vertice del 21 ottobre, in cui tra l’altro è riuscito a stoppare la minaccia di ulteriori sanzioni economiche alla Russia per le azioni in Siria, Renzi aveva argomentato che l’Italia non si aspetta una bocciatura, semmai procedure di infrazione per chi non rispetta le norme sui migranti. Ed aveva anticipato che nella battaglia per il futuro bilancio europeo 2019-2026, l’Italia non sarà disposta a continuare a dare soldi (“ogni anno versiamo 20 miliardi e ne riprendiamo 12”) che vanno a favore dei paesi dell’est se questi continueranno a rifiutare la solidarietà per la distribuzione dei profughi. Ed aveva anche sottolineato che per uscire dalla crisi “il modello americano di Obama ha funzionato, quello dell’austerity europea no”.

Un livello di confronto “alto”, quello impostato dall’Italia con Bruxelles, che ufficialmente non commenta le parole di Renzi né quelle di Padoan. Nella Commissione nessuno vuole creare problemi all’Italia in vista del referendum, ma c’è un gruppo di falchi che continua a considerare le regole del fiscal compact (“votato da Monti, Berlusconi, Bersani“, ha ricordato Renzi ribadendo che intende “metterlo in discussione”) più importanti di qualsiasi ragionamento politico.

Fonti europee già nei giorni scorsi hanno riferito della “sorpresa” con cui ai piani alti della Commissione è stata accolta la bozza della manovra, dopo che alla fine di settembre era stato raggiunto un accordo sul tetto del 2,2% di deficit nominale, salito a 2,3% nella proposta poi effettivamente presentata. E sono trapelate le riserve sull’andamento del deficit strutturale. A Roma intanto, non sembra ancora aver assunto una forma definitiva il testo della legge di bilancio, attesa in Parlamento il 20 ottobre, ma non ancora approdata in Commissione. “Siamo assolutamente in regola. C’è un termine, il 20 ottobre, che non è perentorio”, si è giustificato Renzi, assicurando che il governo presenterà la legge in settimana.

L’articolo Manovra, i punti critici per l’Europa: “Misure una tantum, spese strutturali antisismiche e deficit al 2,3%” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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