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Era già finito nei guai negli anni scorsi Cateno De Luca (Udc), deputato neo eletto in Sicilia, uno dei sostenitori di Nello Musumeci e uno dei personaggi considerati impresentabili. E questa mattina il politico, già deputato ed ex sindaco di Fiumedinisi (Messina), è stato arrestato. Per lui il gip di Messina ha disposto gli arresti domiciliari e la misura è stata eseguita dalla dai Finanza e dai Carabinieri di Messina Sud. Già candidato governatore, De Luca fu arrestato nel giugno del 2011 per tentata concussione e abuso d’ufficio. La Cassazione aveva definito “ingiusta” la sua detenzione, ma il processo è ancora in corso dopo la decisione della Suprema corte di tenere a Messina il dibattimento: l’imputato aveva chiesto lo spostamento a Reggio Calabria. Per questo giudizio il pm ha chiesto una condanna a 5 anni, ma procura generale della Cassazione ha aperto un procedimento nei confronti di un componente del collegio giudicante per presunta violazione dell’obbligo di astensione. La sentenza è attesa prima di Natale.

De Luca era uscito indenne o quasi dall’inchiesta sulle spese dell’Ars, assolto in sede penale dal gup è stato condannato al pagamento di 13mila euro da parte della Corte dei conti per le spese nella qualità di capogruppo all’Assemblea regionale. Dopo aver annunciato la querela al Fatto Quotidiano aveva fatto sapere che di aver avuto “15 procedimenti penali di cui 14 già chiusi a mio favore con assoluzioni ed archiviazioni”. Intanto il politico ha ottenuto be presi 5.418.

Con De Luca è finito ai domiciliari anche Carmelo Satta “in qualità di promotori di un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa 1.750.000 euro”. Secondo l’accusa è stato individuato “un complesso reticolo societario facente capo alla Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori ed alla società CAF FE.NA.PI. s.r.l., riconducibile, direttamente o indirettamente, a De Luca e a Saitta, utilizzato, nel corso del tempo, per porre in essere un sofisticato sistema di fatturazioni fittizie finalizzate all’evasione delle imposte dirette ed indirette”, dicono gli inquirenti.

Lo schema evasivo emerso prevedeva l’imputazione di costi inesistenti, da parte della Federazione Nazionale a vantaggio del Caf fenapi s.r.l., “individuato quale principale centro degli interessi economici del sodalizio criminale. La frode si è sviluppata basandosi sul trasferimento di materia imponibile dal Caf alla Federazione Nazionale, in virtù del regime fiscale di favore applicato a quest’ultima, che ha determinato un notevole risparmio di imposta”.  La conclusione, per gli investigatori delle Fiamme Gialle, è che “è stato individuato un indebito risparmio di imposta pari a circa 1.750.000 (sia ai fini Ivache delle Imposte sui redditi delle società)”. Nell’indagine sono indagate altre otto persone. Il giudice per le indagini preliminari ha anche disposto il sequestro preventivo per equivalente.

L’articolo Messina, arrestato il neo deputato Cateno De Luca (Udc): associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale proviene da Il Fatto Quotidiano.

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