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Un dentista di Mestre Pierantonio Bragaggia ha appeso nel proprio studio un cartello di avviso per i pazienti in cui comunicava che la moglie era “stata aggredita da un negro” invitando a riflettere sulle responsabilità politiche e bollando l’accaduto come “inaccettabile”. L’episodio è avvenuto lunedì 9 luglio vicino al centro civico del Parco Albanese: la donna aveva lasciato momentaneamente la propria bicicletta per fare una passeggiata, una volta tornata ha visto un uomo che stava cercando di rubarle il mezzo, ha tentato di cercare aiuto, ma è stata scaraventata a terra. L’aggressore si è chinato per portarle via il telefono, un passante è subito accorso in difesa della donna che si è messo a urlare. Il ladro è però riuscito a fuggire.

Il cartello ha scatenato delle feroci polemiche. Uno dei pazienti è rimasto colpito dall’uso del termine negro e la notizia in breve ha fatto il giro del web suscitando molte reazioni. Tra queste quelle del presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Venezia Giovanni Leoni: “Come medici per giuramento curiamo e accogliamo le persone indipendentemente dal colore, razza e professione.  L’attività delinquenziale è da condannare in senso lato, a prescindere dal colore della pelle. Il termine negro può essere inteso come dispregiativo”. Bragaggia non si pente di quanto scritto e annuncia di aver presentato denuncia per ciò che è accaduto. Sul termine egli afferma di averlo usato per “non usare troppi giri di parole” e per sottolineare l’identità del malvivente che ha aggredito la consorte.

L’articolo Mestre, “mia moglie aggredita da negro”: il cartello del dentista diventa un caso proviene da Il Fatto Quotidiano.

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