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“Straordinario”. “Da trascrivere nei libri di scuola”. “Toccante e perfetto”. “Da manuale”. Sono solo alcuni dei tantissimi tweet che continuano ad essere postati, a distanza di quarantotto ore, sul discorso che Michelle Obama ha tenuto ad un evento elettorale a favore di Hillary Clinton, a Manchester, in New Hampshire. Un discorso ritenuto da più parti così impattante, toccante e ben strutturato da essere diventato popolare come raramente era riuscito ad uno speech della ‘moglie del Presidente’. Gente comune e personaggi noti, unanimi nell’affermare come Flotus abbia risollevato, in poco meno di mezz’ora, le sorti di una campagna elettorale tra le più brutte della storia americana.

Il discorso più importante tenuto da un first lady dai tempi di quello pronunciato da Hillary Clinton all’Assemblea generale dell’Onu del 1995″, l’ha definito il New York Times. Michelle come Hillary, dunque, quantomeno in efficacia comunicativa. E sono in molti a suggerirla come possibile prossimo candidato alla presidenza degli Stati Uniti nel 2024. Non poteva non unirsi all’ovazione per il discorso di Michelle anche il Presidente, il marito: “Non potrei essere più orgoglioso – ha detto Obama –  ha parlato sì per le donne, ma anche per gli uomini, che sono migliori di così. Che non vogliono insegnare ai propri figli ciò che vedono in tv”.

Abito blu, capelli sulle spalle, la first lady è salita sul palco acclamata dalla platea e al centro del suo discorso ha messo naturalmente le donne: “Che giornata d’autunno perfetta qui in New Hampshire. L’avete organizzata apposta per me, vero?”. Convenevoli da romanzo di Coe, e poi subito al cuore del discorso: “Il modo di Donald Trump di trattare le donne non è normale, è intollerabile. Gli uomini della mia vita non parlano e non hanno mai parlato così”. Parole dirette, pronunciate con voce ferma e con evidente trasporto: “Gli uomini forti, quelli che sono un modello, non hanno bisogno di degradare le donne per mostrare il loro potere”.  “Trump – ha proseguito la first lady – stava parlando liberamente e apertamente di abusi sessuali”. Frasi “offensive, che fanno male, dolorose. Questo non è normale, non è politica. È una sventura, intollerabile. E non importa a quale partito si appartenga, nessuna donna merita di essere trattata così, nessuno merita questo tipo di abuso”.

Il riferimento di Michelle non è solo al video del 2005, nel quale il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, affermava di poter fare ciò che vuole con le donne per via del suo ruolo di “vip”, ma anche alle successive denunce per molestie: sono cinque le donne che accusano il milionario di essere passato dalle parole (da lui stesso definite “chiacchiere da spogliatoio”) ai fatti, molestandole. Quattro di queste storie sono state riportate dal New York Times mentre la quinta, che riguarda una reporter di People, è stata raccontata direttamente dalla donna. Trump nega. minaccia azioni legali e bolla con tweet “le storie fasulle raccontate dal fallimentare New York Times”.

Ma Michelle non è d’accordo, nessuna “chiacchiera da spogliatoio” ma “frasi offensive e dolorose”. Mai una first lady era scesa in campo con tanta forza e convinzione. “Il mondo ha bisogno di amore. E di Michelle Obama”, ha twittato la conduttrice americana Ellen DeGeneres. “Forse il miglior discorso di questo anno di campagna elettorale”, ha scritto Michael Moore. E ancora, “grazie per queste parole”, ha detto Stephen King, “Potresti farci un favore e candidarti alle prossime presidenziali?”, scrivono tanti, tantissimi cittadini americani. Lunga vita a Michelle Obama, e alla sua ghostwriter, la trentottenne Sarah Hurwitz.

 

L’articolo Michelle Obama, il discorso “da manuale” nel New Hampshire: “Il mondo ha bisogno d’amore, e della first lady” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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