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La protesta della gente e la polemica dei politici. Nel mezzo, la vita di una manciata di migranti e le barricate di una popolazione che non vuole saperne di accoglierli. A Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara, è andata a buon fine l’azione degli abitanti, che hanno bloccato la strada d’ingresso al paesino per impedire l’arrivo di 20 profughi (8 bambini e 12 donne, tra cui una incinta). Parallelamente, la loro azione è stata utilizzata da chi, dentro e fuori il Parlamento, da tempo soffia contro la politica dell’accoglienza. “I cittadini di Gorino sono per noi i nuovi eroi della Resistenza contro la dittatura dell’accoglienza” ha detto Alan Fabbri, segretario della Lega Nord del capoluogo estense. Parole diametralmente opposte a quelle del capo del dipartimento Immigrazione del ministero degli Interni. “Mi vergogno molto di quello che è successo a Ferrara, credo si debbano vergognare quelle persone che hanno impedito la sistemazione di donne e bambini” ha risposto indirettamente il prefetto Mario Morcone. Parole analoghe a quelle espresse, poco dopo, da Angelino Alfano. Il ministro dell’Interno ha parlato di un episodio “che non fa onore al nostro Paese”, aggiungendo: “Quella non è l’Italia”.

Nel frattempo, le barricate hanno avuto successo. Invece che a Gorino, le 11 profughe sono state sistemate a Comacchio (4), Fiscaglia (4) e Ferrara. La decisione è arrivata dopo una mediazione tra forze dell’ordine e manifestanti e, soprattutto, a seguito dell’intervento del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e dei colleghi del territorio. “Ha prevalso la tranquillità dell’ordine pubblico – ha spiegato il prefetto della città Michele Tortora – Non potevamo certo manganellare le persone”. A vittoria acquisita, la gente di Gorino ha smantellato tutte le barricate, tranne una, quella sulla Provinciale tra Goro e Gorino, dove vengono fatte passare solo le auto. A quanto si è appreso, la protesta sarebbe stata innescata da un corto circuito comunicativo: la requisizione di cinque stanze dell’Ostello Amore-Natura, decisa in mattinata, avrebbe dovuto essere notificata a un’ora dall’arrivo del pullman, ma la notizia è stata data ore prima, dando tempo di preparare la protesta. Che, al netto delle barricate, continua. I pescatori hanno annunciato che non andranno in mare e non manderanno i figli a scuola. Le profughe, si è appreso in mattinata, sono cittadine provenienti da Nigeria, Nuova Guinea e Costa d’Avorio. A Gorino non le hanno volute accogliere.

Morcone: “E’un amaro ricordo che quei cittadini si porteranno appresso a lungo”
Il prefetto Mario Morcone, intervenuto ai microfoni del Gr1 Rai, non ha risparmiato critiche agli abitanti di Gorino: “E’un amaro ricordo che quei cittadini si porteranno appresso a lungo” ha detto, sottolineando che “gli italiani che rifiutano l’aiuto doveroso a donne e bambini sono ottusi, mi vergogno di averli come connazionali”. Presa di posizione durissima, accompagnata da una provocazione altrettanto forte: “Se non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi – ha aggiunto – andassero a vivere in Ungheria. Noi – ha concluso – staremo meglio senza di loro”.

Lega Nord Ferrara: “Cittadini di Gorino nuovi eroi della Resistenza contro la dittatura dell’accoglienza”
A sentire la Lega Nord, tuttavia, quel ricordo sarà tutto tranne che amaro. “Grazie a chi ha manifestato la scorsa notte notte, grazie a chi ha lottato per far vincere la democrazia e il buon senso. I cittadini di Gorino sono per noi i nuovi eroi della Resistenza contro la dittatura dell’accoglienza. Abbiamo sostenuto, e continueremo a farlo, in ogni sede e in ogni modo, la loro protesta” ha detto il capogruppo del Carroccio al consiglio comunale di Ferrara Alan Fabbri. Che poi ha individuato i colpevoli di quanto accaduto: “Se il prefetto e il Pd, con la complicità del presidente della Provincia Tagliani, si illudono di poter fare qualsiasi cosa sopra la testa dei cittadini si sbagliano di grosso. Lo abbiamo dimostrato a Gaibanella, lo abbiamo dimostrato a Gorino e continueremo a farlo. La Lega c’è”. La narrazione anti-accoglienza del leghista ferrarese non è finita: “Chi ha passato la notte in trincea per difendere il proprio territorio e la democrazia dai nuovi despoti è un eroe – ha rimarcato Fabbri – La forza del popolo ha consentito di vincere la follia di prefetture che requisiscono locali per darli agli immigrati e di dare una lezione di stile a Tiziano Tagliani che, da presidente della Provincia, si comporta in modo complice: evidentemente pensa di assolvere al proprio dovere di promuovere il territorio del Delta del Po piazzando immigrati clandestini in ogni dove”.

Il ministro Alfano: “Quel che è accaduto non è lo specchio dell’Italia”
“Di fronte a 12 donne, delle quali una incinta, organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro paese”, ha affermato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Intervenuto a L’Aria che tira, su La7, Alfano ha precisato: “Certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia. Quel che è accaduto non è lo specchio dell’Italia”.

Prefetto di Ferrara: “Reazione sconcertante della popolazione di Gorino”
“L’ipotesi di ospitare dei profughi a Gorino non è più in agenda. Ha prevalso la tranquillità dell’ordine pubblico, non potevamo certo manganellare le persone”. Sono state queste le parole del prefetto Michele Tortora, che ha poi aggiunto: “Questo fenomeno o si gestisce insieme con buonsenso oppure non si gestisce”. Intervistato dal Gr1, Tortora ha affermato: “Prendo atto della protesta, le 12 donne richiedenti asilo sono state sistemate in comuni limitrofi e probabilmente non torneranno a Gorino. Non credo – ha proseguito – che possiamo forzare la mano più di tanto, comunque in giornata incontrerò il sindaco e faremo dei ragionamenti insieme”. Goro non ospita al momento alcun profugo, ha sottolineato il prefetto, rispetto ai circa 800 già presenti nella provincia di Ferrara. “Il sistema dell’accoglienza diventa sempre più stressante – ha aggiunto Tortora – ma le procedure sono state corrette. Non mi aspettavo una reazione del genere e l’ho trovata sconcertante”.

Pierluigi Bersani: “Non c’è tutto il paese dietro quell’episodio”
Anche l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è intervenuto nel dibattito rispondendo alle domande dei giornalisti in Transatlantico: “Non confondiamo Goro o Gorino in quell’episodio, ci sarà qualcuno di Goro e Gorino a fare qualcosa del genere ma non ci credo ci sia tutto il paese. Guardiamoci meglio”.

L’articolo Migranti, il caso Gorino. Prefetto Morcone: “Abitanti si vergognino, vadano in Ungheria”. Lega: “Eroi nazionali” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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