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Hanno aggirato il divieto che era stato imposto in occasione del 25 aprile dal Prefetto e dal Questore di Milano, in accordo con il sindaco Beppe Sala. E quattro giorni più tardi si sono presentati al Campo Dieci del cimitero Maggiore per commemorare i caduti repubblichini e i volontari italiani delle Ss. Proprio mentre il sindaco parlava di “pacificazione” dopo aver deposto una corona di fiori in via Paladini in ricordo di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, i due militanti di destra uccisi negli anni ’70 da esponenti della sinistra extra-parlamentare, un migliaio di esponenti di Lealtà Azione e Casapound, dopo essersi schierati in formazione, ha deposto una corona di fiori e si è esibita in un saluto romano. L’azione a sorpresa, non autorizzata, ha anticipato la commemorazione ufficiale del militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, del gerarca Carlo Borsani e del consigliere provinciale missino Enrico Pedenovi. Ed è stata subito rivendicata sui social dai due gruppi neofascisti. “Abbiamo voluto ricordare in un’altra data simbolo per le nostre comunità – hanno scritto su Facebook – gli oltre mille caduti della Repubblica Sociale Italiana”. “Abbiamo così scelto il 29 aprile, anniversario della morte di Borsani – sepolto al Campo Dieci -, dell’ignobile massacro di Piazzale Loreto e degli efferati assassinii avvenuti negli anni ’70, per la mano dell’antifascismo militante”.

I gruppi dell’estrema destra si sono poi trasferiti tra viale Argonne e via Paladini per la parte ufficiale della manifestazione. Quasi 2mila tra teste rasate, maglie nere, rune e martelli tatuati hanno sfilato in silenzio verso la lapide che ricorda Ramelli. Ordinati, a gruppi, i ‘camerati’ hanno osservato un minuto di silenzio sull’attenti per poi entrare nella vicina chiesa dei Santissimi Nereo e Achilleo dove si è tenuta una messa. Nessun saluto romano in questa fase della giornata di commemorazione. La beffa alle autorità era già stata servita. Non è mancata la presa di posizione del sindaco Beppe Sala: “Condanniamo fermamente questi gesti e queste provocazioni e continueremo a far tutto quanto è in nostro potere per evitare iniziative del genere – ha fatto sapere il primo cittadino in una nota – Mi auguro che le autorità competenti agiscano perché la nostra Costituzione e le nostre leggi siano rispettate – ha aggiunto – E, soprattutto, mi auguro che la Milano democratica e antifascista, che ha fatto grande questa città, non smetta mai di far la sua parte, nel solco dei valori della nostra Costituzione. Io la mia la farò sempre”.

L’articolo Milano, il saluto romano dei neofascisti al Campo Dieci: aggirato il divieto imposto per il 25 aprile proviene da Il Fatto Quotidiano.

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