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Alessio Bertrand è l’unico superstite della disastro navale del 10 aprile 1991 avvenuto a Livorno dopo la collisione tra il traghetto della Navarma Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo a due miglia e mezzo dalla costa: i morti furono 140. Bertrand, dopo essersi buttato dalla poppa della nave, fu recuperato dagli ormeggiatori del porto di Livorno Mauro Valli e Walter Mattei. “A loro – dice oggi, dopo 26 anni, alla commissione d’inchiesta – non ho mai detto che a bordo erano tutti morti”.

Sono loro che dopo aver già comunicato per due volte sul canale radio d’emergenza che Bertrand gli sta dicendo che sul Moby Prince c’è gente, che ci sono ancora persone, alle 23.43 aggiungono: “Il naufrago ci dice che ci sono ancora dei naufraghi da salvare”. Diciotto minuti dopo questa comunicazione la loro versione cambia: “Il naufrago ha detto tutti morti bruciati“. È rimasta la loro versione definitiva.

Valli e Mattei sono stati auditi in Senato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta. In quell’occasione nessuno dei due ricordava queste prime, concitate, comunicazioni in cui il mozzo dice che ci sono naufraghi “da salvare” mentre ricordavano Bertrand affermare che a bordo erano “tutti morti bruciati”. Nel corso dell’audizione in Senato, Mauro Valli ha risposto alla Commissione che il nastro da cui sono state fatte le trascrizioni delle comunicazioni del canale d’emergenza potrebbe essere stato “sbobinato male“. Ma le registrazioni radio appaiono chiare.

L’articolo Moby Prince, gli ormeggiatori che salvarono l’unico superstite: “A noi disse: tutti morti”. Ma alla radio si sentì altro proviene da Il Fatto Quotidiano.

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