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“La mia riforma delle pensioni costava meno”. Il presidente dell’Inps Tito Boeri in un’intervista al Corriere della Sera ha commentato così la legge di Stabilità, approvata dal governo due settimane fa e non ancora arrivata in Parlamento. “La manovra sulle pensioni”, ha detto, “è positiva nella parte in cui elimina le ricongiunzioni onerose fra casse previdenziali diverse e per la “flessibilità in uscita“, ma bisogna stare “attenti a non aumentare il fardello che grava sulle generazioni future”. Boeri si è anche detto preoccupato dalla sanatoria su penali e interessi per i possibili “effetti sulla raccolta contributiva. Con operazioni di questi tipo c’è sempre il rischio di dare segnali di lassismo, non vorrei si indebolisse la campagna fatta per contrastare l’evasione”.

Il presidente Inps ha quindi replicato al ministro Padoan che, in merito alla “sua proposta per la flessibilità pensionistica” sostiene che implica “un aumento dei costi”. “In termini di debito pensionistico”, ha detto, “le nostre proposte lo riducevano. Per due motivi, primo applicavano i coefficienti di trasformazione, che danno sostenibilità al nostro sistema, e ogni flessibilità che veniva concessa era pienamente all’interno di quei parametri. In più la proposta Inps prevedeva un’operazione di riduzione parziale delle pensioni in essere. Facendo queste operazioni il debito pensionistico scendeva di circa 4 punti di Pil, una riduzione importante”.

Secondo le stime dell’Inps “ciò che oggi è scritto nella legge di bilancio, gli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull’Ape social, aumenta il debito pensionistico di circa 20 miliardi. Poi ci sono i costi legati all’estensione della fascia di reddito non tassata per i pensionati, più i crediti d’imposta per chi chiede l’Ape di mercato. E varie altre questioni aperte, che possono generare ulteriori spese”. Inoltre, “non è detto che dopo il 2018 sarà facile interrompere l’Ape social” e “se questo strumento venisse rinnovato anche solo nella forma attuale e reso strutturale, calcoliamo che ci sarebbero altri 24 miliardi di debito pensionistico. Dunque in totale 44 miliardi in più“.

Boeri ha anche parlato della referendum sulla riforma della Costituzione: se da una parte ha detto di non potersi esporre personalmente, dall’altra ha parlato dei benefici che potrebbero esserci con la riformulazione della seconda parte della Carta. “Come voto? Non posso dichiararmi come funzionario pubblico. Mi auguro solo che le persone riflettano sui contenuti del referendum, quello che c’è dentro”. Ma ha anche aggiunto: “Il nuovo titolo V potrebbe darci gli strumenti per far meglio le politiche sociali in Italia”.

L’articolo Pensioni, Boeri: “La mia riforma costava meno. Flessibilità in uscita è positiva, ma attenti a fardello generazioni future” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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