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Tagliare gli assegni previdenziali superiori ai 4mila euro netti e non siano ‘coperti’ dai contributi versati nell’arco della vita lavorativa. E, con i proventi, alzare le pensioni minime e sociali portandole dagli attuali 450 euro mensili a quota 780. E’ quello che prevedono i disegni di legge presentati da Lega e M5s alla Camera e al Senato con doppia firma dei capigruppo gialloverdi. “Saranno almeno 158 mila i pensionati d’oro su cui interverremo”, ha spiegato in una intervista al Messaggero Francesco D’Uva, capogruppo alla Camera dei 5Stelle. “Che negli anni hanno preso e continuano a prendere molto più di quanto hanno versato. E che, in media, sono andati in pensione a 61,6 anni. Ovviamente la misura riguarda solo chi percepisce pensioni non giustificate rispetto ai contributi versati. Chi ha un regime contributivo, non viene minimamente toccato”.

“Risparmieremo mezzo miliardo di euro all’anno“, ha anticipato D’Uva. “La proposta di legge sulle pensioni d’oro sarà calendarizzata già a settembre, alla ripresa dell’attività in Parlamento, e metterà fine ad un sistema di disuguaglianze diventato insopportabile, in cui da una parte ci sono i pensionati minimi che fanno la fame e dall’altra i pensionati d’oro che percepiscono molto più di quanto hanno versato”. Una posizione condivisa anche dalla Lega. Che ha sposato il progetto mettendo la firma ai disegni di legge depositati a Montecitorio e Palazzo Madama. Quello depositato al Senato prevede un intervento anche sulle casse previdenziali degli enti privati. Il tema da anni è oggetto di contenzioso e scontro con la politica, perché incide su diritti acquisiti per cui intacca la sfera costituzionale.

Contro la proposta si è espressa la Cida, confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità. “La soglia, infamante, del privilegio pensionistico è stata finalmente certificata: 80mila euro lordi l’anno, ed è stata inserita in un progetto di legge governativo”, ha commentato il presidente Giorgio Ambrogioni. “L’atto è stato depositato e senza troppo clamore, complice il mese di agosto, tradizionalmente scelto per i blitz. E’ evidente che ci opporremo a questo provvedimento, in tutte le sedi e con tutti gli strumenti disponibili. Stiamo già lavorando alle iniziative più opportune per contrastarlo. Il governo dovrebbe saperlo: i manager non vanno in ferie ad agosto”.

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