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Matteo Renzi apre uno spiraglio, Giuliano Pisapia lancia la sfida. “Faccia le primarie se davvero vuole la coalizione di centrosinistra, poi vediamo chi vince”, ha detto il fondatore di Campo Progressista ed ex sindaco di Milano. “Dopo mesi in cui ci stiamo impegnando nella costruzione di un nuovo centrosinistra radicalmente innovativo, ampio e aperto, in cui siano rappresentate le tante anime dell’ambientalismo, della sinistra, del civismo, dell’associazionismo, del volontariato laico e cattolico – spiega Pisapia – in discontinuità col passato, leggo di una proposta da parte del segretario del Pd quantomeno insolita”.

L’occasione è stato un incontro a cinque durante la festa di Radio Popolare, a Milano, al quale era presente anche Emanuele Fiano. Il riferimento, invece, è alle parole di Renzi che durante la rassegna stampa mattutina su Facebook, commentando dei risultati delle elezioni nel Regno Unito, aveva commentato il risultato dei Labour di Jeremy Corbin: “Sono andati ben sopra le aspettative. Corbyn adesso aprirà sicuramente un dibattito nella sinistra europea, tra quelli che diranno che il risultato è stato superiore alle aspettative perché c’era Corbyn – sono state le sue parole durante #Ore9 – e tra quelli che diranno che con un candidato più centrista i laburisti avrebbero vinto”.

Il tutto a meno di ventiquattr’ore dal naufragio del patto sulla legge elettorale. Una tempistica non trascurabile, secondo Pisapia: “Un’apertura che sarebbe arrivata poche ore dopo il tentativo fallito della segreteria del Pd di far approvare, in accordo con Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle, una legge elettorale che avrebbe portato all’ingovernabilità o a larghe intese con la destra – ha continuato il leader di Campo Progressista – Rimango sempre favorevole al dialogo, ma tenendo fermo il punto che qualsiasi alleanza con il centrodestra è contro i nostri valori oltre che un inganno agli elettori”.

Secondo Pisapia, solo passando attraverso le primarie si può arrivare ad avere una coalizione di centrosinistra “ampia e unita, che possa governare in futuro, ma ci vuole una discontinuità importante da parte del Pd rispetto a quanto fatto fino ad ora”. “Crediamo nel centrosinistra e stiamo lavorando per uno innovativo e capace di unire tutte le diverse anime – ha aggiunto – anche perché da solo il Pd non è autonomo“. Le basi, ha concluso, dovrebbero passare attraverso attraverso “un percorso per approvare lo Ius soli, il reato di tortura, una legge sulle disuguaglianze e il codice antimafia”. Queste le “priorità per i prossimi sei mesi di Parlamento, poi si va ad elezioni”, è il suo monito.

Di alleanza di centrosinistra come “obiettivo” ha parlato, accanto a Pisapia e a Nicola Fratoianni, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Ma il fondatore di Articolo Uno-Mdp, a differenza dell’ex sindaco di Milano, dice di non credere che le primarie siano “un punto fondamentale”. Il vero obiettivo è “arrivare ad avere l’1 luglio una assemblea nazionale molto partecipata con le persone che non si riconoscono più nel Pd di Renzi”.

Le prime risposte del Pd a Giuliano Pisapia sono arrivate da Ernesto Carbone e Francesco Bonifazi. “Pisapia vuole le primarie? Bene – ha scritto su Twitter il deputato dem -Bersani e D’Alema hanno avuto paura, almeno Giuliano ha coraggio”. Meno conciliante il tesoriere: “Facciamo le primarie e vediamo chi vince? Bene. Chi perde che fa, caro Pisapia: resta o scappa?”.

L’articolo Pisapia lancia la sfida a Renzi: “Alleanza? Faccia le primarie, vediamo chi le vince” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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